La Giunta regionale della Toscana ha approvato una variazione di bilancio da 80 milioni di euro necessari per chiudere in pareggio il bilancio consolidato 2025 del Servizio sanitario toscano. E' quanto annunciato dall'assessore regionale alla salute e alle politiche sociali, Monia Monni, in una conferenza stampa a Firenze. La variazione ora passerà all'esame del Consiglio regionale.
"I conti sono in ordine - ha detto Monni - abbiamo fatto poco tempo fa una prima variazione da 130 milioni e abbiamo approvato nella giunta dei giorni scorsi un ulteriore variazione da 80 milioni. Voglio precisare che sono investimenti, sono risorse che vanno a coprire i bisogni che non vengono riconosciuti dal Fondo sanitario nazionale, cure che noi decidiamo di offrire comunque ai cittadini e alle cittadine toscane perché le riteniamo indispensabili".
Per fare alcuni esempi, ha aggiunto Monni, "una parte del trasporto sanitario è coperta da questa cifra, le terapie Aba per i bambini autistici, le parrucche per le malate oncologiche, una larga parte dei medicinali e delle cure di cui hanno bisogno i bambini e le bambine che soffrono di malattie rare, quindi bisogni che sono importanti e dei quali la nostra regione decide di farsi carico".
Le risorse della variazione di bilancio, è stato precisato, provengono per 30 milioni dall'adeguamento della previsione di gettito dell'addizionale Irpef; 25,72 milioni da accantonamenti a garanzie del pagamento delle rate di mutuo non più necessari e 24,27 milioni dal fondo di riserva.
Parlando dell'addizionale Irpef, Monni ha detto di ritenere che "sia una misura giusta, è proporzionale al reddito ed è giusto che chi può permetterselo paghi qualcosa per aiutare chi invece è più in difficoltà. Stamani abbiamo presentato anche il nono rapporto sulla povertà che racconta una situazione molto dura di persone che rinunciano anche alle cure, quindi per noi è indispensabile per ora mantenere l'Irpef. Per me - ha concluso - il bisogno di cura prevale, e quindi secondo me l'addizionale Irpef deve rimanere".
Alla copertura dello squilibrio di bilancio 2025 del servizio sanitario regionale, sottolinea la Regione in una nota, erano già stati destinati 132 milioni di euro di addizionale Irpef 2026. Altri 52 milioni di euro erano in bilancio. Complessivamente le risorse utilizzate per la chiusura in pareggio dei conti della sanità ammontano a 264 milioni.
"La sanità pubblica ha bisogno di più risorse e gli stanziamenti nazionali sono insufficienti: il fondo sanitario cresce troppo poco, rispetto anche ai costi che aumentano in conseguenza dell'inflazione - ha commentato il presidente della Toscana, Eugenio Giani -. Il problema non è solo della Toscana: da noi diventa più visibile perché garantiamo assistenza oltre i livelli essenziali nazionali di assistenza. Ma rivendichiamo con orgoglio la scelta di investire in sanità. convinti dell'importanza di un servizio sanitario pubblico e universalistico capace di venire incontro ai bisogni di salute delle persone senza fare differenze". "Un investimento - ha concluso Giani - e non una spesa".
"I conti sono in ordine - ha detto Monni - abbiamo fatto poco tempo fa una prima variazione da 130 milioni e abbiamo approvato nella giunta dei giorni scorsi un ulteriore variazione da 80 milioni. Voglio precisare che sono investimenti, sono risorse che vanno a coprire i bisogni che non vengono riconosciuti dal Fondo sanitario nazionale, cure che noi decidiamo di offrire comunque ai cittadini e alle cittadine toscane perché le riteniamo indispensabili".
Per fare alcuni esempi, ha aggiunto Monni, "una parte del trasporto sanitario è coperta da questa cifra, le terapie Aba per i bambini autistici, le parrucche per le malate oncologiche, una larga parte dei medicinali e delle cure di cui hanno bisogno i bambini e le bambine che soffrono di malattie rare, quindi bisogni che sono importanti e dei quali la nostra regione decide di farsi carico".
Le risorse della variazione di bilancio, è stato precisato, provengono per 30 milioni dall'adeguamento della previsione di gettito dell'addizionale Irpef; 25,72 milioni da accantonamenti a garanzie del pagamento delle rate di mutuo non più necessari e 24,27 milioni dal fondo di riserva.
Parlando dell'addizionale Irpef, Monni ha detto di ritenere che "sia una misura giusta, è proporzionale al reddito ed è giusto che chi può permetterselo paghi qualcosa per aiutare chi invece è più in difficoltà. Stamani abbiamo presentato anche il nono rapporto sulla povertà che racconta una situazione molto dura di persone che rinunciano anche alle cure, quindi per noi è indispensabile per ora mantenere l'Irpef. Per me - ha concluso - il bisogno di cura prevale, e quindi secondo me l'addizionale Irpef deve rimanere".
Alla copertura dello squilibrio di bilancio 2025 del servizio sanitario regionale, sottolinea la Regione in una nota, erano già stati destinati 132 milioni di euro di addizionale Irpef 2026. Altri 52 milioni di euro erano in bilancio. Complessivamente le risorse utilizzate per la chiusura in pareggio dei conti della sanità ammontano a 264 milioni.
"La sanità pubblica ha bisogno di più risorse e gli stanziamenti nazionali sono insufficienti: il fondo sanitario cresce troppo poco, rispetto anche ai costi che aumentano in conseguenza dell'inflazione - ha commentato il presidente della Toscana, Eugenio Giani -. Il problema non è solo della Toscana: da noi diventa più visibile perché garantiamo assistenza oltre i livelli essenziali nazionali di assistenza. Ma rivendichiamo con orgoglio la scelta di investire in sanità. convinti dell'importanza di un servizio sanitario pubblico e universalistico capace di venire incontro ai bisogni di salute delle persone senza fare differenze". "Un investimento - ha concluso Giani - e non una spesa".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)
Attiva i cookies
Attiva i cookies












