Dall’indagine dell’Asl emerge un fenomeno sempre più diffuso, con rischi legati alla salute e al benessere psicologico delle vittime

Come riferisce stamani La Nazione citando i dati elaborati dall’Asl Toscana Centro nell’indagine Edit 2025 condotta in sessantasei istituti scolastici dell’area di riferimento e arrivata a coinvolgere quasi cinquemila studenti, il fenomeno del bullismo (e del cyberbullismo) è in crescita.

Più di un giovane su dieci – il 12,6% degli intervistati, ragazzi e ragazze fra i 14 e i 19 anni – ha infatti raccontato di essere stato vittima di almeno un atto di bullismo nell’ultimo anno. Un dato che segnala anche una grande differenziazione fra i comportamenti offline, dove il bullismo è più “diffuso”, con l’online, dove i dati sono comunque in crescita.

I motivi per i quali le vittime vengono prese di mira sono molteplici: nell’indigine è emerso che ci sono state vittime per il proprio orientamento sessuale, per l’identità di genere e anche per l’origine etnica.

Inoltre, riporta ancora il quotidiano, è consistente il numero di ragazzi che ha ammesso di aver assunto comportamenti da bullo: il 6% dei ragazzi, il 2,9% delle ragazze.

Il fenomeno si lega anche alla crescente presenza delle cosiddette baby-gang, gruppi di ragazzini e giovanissimi che, in branco, si rendono protagonisti di atti di violenza o, appunto, bullismo.

Fra i giovanissimi gli episodi di rabbia e isolamento sono in crescita, e un’eccessiva esposizione al mondo digitale, senza possibilità di potersi aprire o confrontare, rischiano di rappresentare una vera e propria miccia.
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