In occasione della giornata mondiale il David sarà illuminato di verde

Professionisti sanitari, istituzioni e pazienti si incontrano per approfondire il percorso di presa in carico, le nuove tecnologie diagnostiche e terapeutiche e l’importanza della rete riabilitativa. In occasione della giornata mondiale del linfedema (oggi, 6 marzo), a Palazzo Vecchio si terrà un incontro promosso dall'Associazione Vincere il Dolore Onlus con la collaborazione dell’Asl Toscana Centro e del Comune di Firenze e con il patrocinio di Asl Toscana Centro, Comune di Firenze, Azienda ospedaliero-universitaria Careggi, Ordine dei Medici, Regione Toscana, Santa Maria Annunziata Odv.

Il linfedema, spiega Palazzo Vecchio, è una patologia cronica ad andamento progressivo, che attraverso l’accumulo di linfa in un distretto corporeo facilita infezioni cutanee e sottocutanee, provoca lesioni invalidanti come ulcere ed elefantiasi degli arti, disagio psicosociale e talvolta trasformazione maligna. La ricorrenza della giornata del linfedema pone l’attenzione su una patologia poco conosciuta, tardivamente diagnosticata e spesso curata in maniera inadeguata.

“La giornata del linfedema come momento di incontro fra operatori sanitari e pazienti - sottolinea Stefano Tatini, coordinatore scientifico dell’evento e Direttore della Medicina Vascolare della Asl Toscana centro e dell’ambulatorio Linfedema del presidio Palagi - promuove l’aggiornamento delle conoscenze scientifiche e del mutato quadro epidemiologico. Inoltre, permette la rilevazione dei bisogni organizzativi e gestionali per un appropriato accesso ai centri di cura come quello del presidio ospedaliero Palagi di Firenze”.
“Un’occasione per tenere alta l’attenzione su questa patologia – ha dichiarato l’assessore al Welfare Nicola Paulesu – e per favorire il confronto tra le esperienze di medici, pazienti e familiari. Desidero ringraziare tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questo momento di incontro, utile a valorizzare le buone pratiche per affrontare al meglio il linfedema.”

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