Promuovere la salute in tutte le politiche pubbliche e rafforzare l'assistenza territoriale, potenziando la prossimità dei servizi sono tra le priorità strategiche del Piano integrato di salute 2026 (Pis), illustrato oggi in Consiglio comunale dall'assessore al welfare Nicola Paulesu.
"Il Pis 2026 della Società della Salute di Firenze nasce in un contesto di profondi cambiamenti sociali e sanitari, caratterizzato da invecchiamento della popolazione, aumento delle cronicità e nuove forme di vulnerabilità (economiche, sociali e psicologiche), non è solo un documento di programmazione, ma un patto collettivo tra istituzioni, servizi, terzo settore e cittadini, con l'obiettivo di rafforzare equità, accessibilità e continuità delle cure - ha spiegato Paulesu -. L'indirizzo politico che guida il Piano è quello di un welfare pubblico forte, integrato e di prossimità, fondato sulla collaborazione istituzionale tra enti locali, azienda sanitaria, Società della Salute e terzo settore, e orientato alla riduzione delle disuguaglianze e alla tutela delle fasce più fragili della popolazione".
L'assessore ha sottolineato che "le aree prioritarie individuate sono costruite in coerenza con i bisogni rilevati a livello territoriale e riguardano in particolare fragilità complesse, ovvero persone con disagio psichico, dipendenze, marginalità sociale, anziani, spaziando dal sostegno alla domiciliarità alla prevenzione dell'isolamento e l'integrazione con i servizi territoriali, minori e famiglie, dalla prevenzione del disagio alla povertà educativa e il supporto alla genitorialità, fino alla disabilità".
Per l'elaborazione del Pis 2026, è stato spiegato, si è attivato un processo partecipativo, finalizzato a garantire il coinvolgimento dei diversi soggetti istituzionali, sociali e territoriali interessati, dal terzo settore a Quartieri, associazioni, cooperative e tutte le realtà al centro delle politiche sociosanitarie del territorio.
"Il Pis 2026 della Società della Salute di Firenze nasce in un contesto di profondi cambiamenti sociali e sanitari, caratterizzato da invecchiamento della popolazione, aumento delle cronicità e nuove forme di vulnerabilità (economiche, sociali e psicologiche), non è solo un documento di programmazione, ma un patto collettivo tra istituzioni, servizi, terzo settore e cittadini, con l'obiettivo di rafforzare equità, accessibilità e continuità delle cure - ha spiegato Paulesu -. L'indirizzo politico che guida il Piano è quello di un welfare pubblico forte, integrato e di prossimità, fondato sulla collaborazione istituzionale tra enti locali, azienda sanitaria, Società della Salute e terzo settore, e orientato alla riduzione delle disuguaglianze e alla tutela delle fasce più fragili della popolazione".
L'assessore ha sottolineato che "le aree prioritarie individuate sono costruite in coerenza con i bisogni rilevati a livello territoriale e riguardano in particolare fragilità complesse, ovvero persone con disagio psichico, dipendenze, marginalità sociale, anziani, spaziando dal sostegno alla domiciliarità alla prevenzione dell'isolamento e l'integrazione con i servizi territoriali, minori e famiglie, dalla prevenzione del disagio alla povertà educativa e il supporto alla genitorialità, fino alla disabilità".
Per l'elaborazione del Pis 2026, è stato spiegato, si è attivato un processo partecipativo, finalizzato a garantire il coinvolgimento dei diversi soggetti istituzionali, sociali e territoriali interessati, dal terzo settore a Quartieri, associazioni, cooperative e tutte le realtà al centro delle politiche sociosanitarie del territorio.
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