La Regione investirà trenta milioni di euro per chiudere la questione

Come riferisce questa mattina La Repubblica Firenze, la Regione Toscana ha individuato i trenta milioni di euro necessari alla chiusura dei conti della sanità dell’anno passato, attingendoli ai fondi rimasti non spesi destinati al trasporto pubblico (sia su rotaia che su gomma, per un totale di venticinque milioni di euro circa). Altri sette milioni, aggiunge Repubblica saranno recuperati dai fondi di riserva del bilancio.

Come chiarisce il quotidiano, inoltre, non si avranno conseguenze sulle corse dei mezzi pubblici, dato che le risorse saranno coperte da quanto non utilizzato del fondo nazionale trasporti degli anni passati.

In questo modo, quindi, la Regione dovrebbe arrivare a chiudere una questione che nelle ultime settimane si è fatta particolarmente spinosa, accendendo il dibattito fra maggioranza e opposizione in Consiglio regionale e portando lo stesso presidente a esprimersi spesso sul tema.

L’assemblea regionale, ricorda il quotidiano, si riunirà oggi: sarà sottoposta al voto la variazione di bilancio.

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AGGIORNATA - La consigliera Serena Spinelli (Pd) ha spiegato che la Toscana ha "utilizzato il bilancio regionale per andare a implementare il Fondo sanitario per sostenere il sistema, una scelta che le minoranze definiscono un'emorragia". Per Federico Eligi (Casa Riformista) "quella della salute è una sfida fondamentale ed è necessario un servizio sanitario che dia delle risposte ai bisogni dei cittadini. A noi spetta il compito di provare a creare un sistema che dia le migliori risposte".

Nella replica finale l'assessore regionale alla sanità e alla politiche sociali Monia Monni ha detto di avere sentito dai banchi dell'opposizione due proposte "intervenire sul patrimonio e sui costi energetici.Proposte serie su cui ovviamente stiamo lavorando. Ogni azienda ha un piano di alienazione che ogni anno rinnova, con immobili complessi, si tratta di un'operazione che richiede tempo per essere efficace, ma su questo ovviamente rafforzeremo la nostra la nostra azione. Stessa cosa vale per l'energia, sono molte le aziende che hanno piani di riqualificazione energetica. La Regione fa bandi destinando parte delle proprie risorse proprio alle aziende ospedaliere e non solo.

C'è un lavoro in corso - ha continuato Monni - e su questo abbiamo però intenzione di creare una sorta di tavolo centralizzato nell'assessorato in cui coinvolgere tutte le aziende e fare un piano che potenzi le nostre azioni in questo senso anche perché la previsione per il 2026 a causa della situazione geopolitica che sta colpendo le famiglie, e non soltanto le aziende sanitarie e gli ospedali, prevediamo un incremento di 40 milioni di euro sui corsi energetici".
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