I pediatri di libera scelta in Toscana, circa 400, entreranno nelle case di comunità per fare prevenzione ed educazione sanitaria alle famiglie: è quanto prevede il nuovo accordo integrativo regionale per la pediatria che la Regione Toscana ha definito, e che è stato presentato oggi a Firenze. "Rafforziamo l'assistenza sul territorio - ha detto il governatore Eugenio Giani -, attenti alla qualità dei servizi offerti, l'integrazione e la prevenzione, con l'obiettivo di garantire un servizio sanitario più efficiente, equo e vicino ai bisogni delle famiglie".
I pediatri nei loro bilanci di salute, oltre a monitorare l'attività di controllo sull'eccesso di peso e i disturbi nella nutrizione degli adolescenti, si occuperanno anche della prevenzione dell'abuso nell'utilizzo di apparecchi elettronici e digitali. Diventa obbligatorio anche effettuare la vaccinazione all'interno degli ambulatori e partecipare alle campagne vaccinali.
L'intesa prevede anche che una parte del trattamento economico dei pediatri sia correlato al raggiungimento di determinati obiettivi di salute, ovvero controlli per specifiche problematiche su una percentuale definita e per classi di età. "Conoscere lo stato di salute della popolazione molto giovane - ha osservato l'assessora regionale alla salue, Monia Monni -, delle bambine e bambini e degli adolescenti, ci aiuterà a tarare le misure da mettere in campo in futuro per garantire una migliore presa in carico dei problemi".
Si dichiara soddisfatto Paolo Biasci, segretario regionale della Federazione italiana medici pediatri. "Questo accordo - sostiene - rafforza l'assistenza pediatrica a bambini e adolescenti sul territorio e quindi un'assistenza di prossimità che valorizza i nostri studi. Ovviamente faremo anche attività di educazione sanitaria e di prevenzione anche nelle Case di comunità".
I pediatri nei loro bilanci di salute, oltre a monitorare l'attività di controllo sull'eccesso di peso e i disturbi nella nutrizione degli adolescenti, si occuperanno anche della prevenzione dell'abuso nell'utilizzo di apparecchi elettronici e digitali. Diventa obbligatorio anche effettuare la vaccinazione all'interno degli ambulatori e partecipare alle campagne vaccinali.
L'intesa prevede anche che una parte del trattamento economico dei pediatri sia correlato al raggiungimento di determinati obiettivi di salute, ovvero controlli per specifiche problematiche su una percentuale definita e per classi di età. "Conoscere lo stato di salute della popolazione molto giovane - ha osservato l'assessora regionale alla salue, Monia Monni -, delle bambine e bambini e degli adolescenti, ci aiuterà a tarare le misure da mettere in campo in futuro per garantire una migliore presa in carico dei problemi".
Si dichiara soddisfatto Paolo Biasci, segretario regionale della Federazione italiana medici pediatri. "Questo accordo - sostiene - rafforza l'assistenza pediatrica a bambini e adolescenti sul territorio e quindi un'assistenza di prossimità che valorizza i nostri studi. Ovviamente faremo anche attività di educazione sanitaria e di prevenzione anche nelle Case di comunità".
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