Proposta di legge regionale del gruppo Pd in Regione Toscana per introdurre un sostegno economico strutturale alle tecniche di preservazione della fertilità. Si tratta di 900mila euro in tre anni, fino a 3.000 euro a donna, per il social freezing che permette attraverso la crioconservazione degli ovociti a scopo precauzionale di preservare la fertilità in età più giovane, così da aumentare la probabilità di successo di una futura gravidanza. LO strumento che già esiste ma senza rimborso da parte del Ssn se non in caso di patologie.
"Gli obiettivi sono essenzialmente due - spiega Andrea Vannacci, vice capogruppo Dem e primo firmatario della pdl -. Da un lato mettere a disposizione di più persone possibili uno strumento che è già all'interno delle politiche che si possono attuare per il contrasto alla denatalità e alla politiche di preservazione della fertilità", dall'altro "l'equità perché ha un costo all'ingresso che rischia di essere una variabile insormontabile per chi si trova a procrastinare il proprio desiderio di maternità per motivi socioeconomici". Quindi l'idea "è stabilire un contributo che vada a coprire essenzialmente le spese di stimolazione e prelievo e poi di conservazione".
Previsti fino a 3.000 euro (a fronte di un costo stimato tra i 2.500 e i 4.000), erogato tramite le Asl destinato alle donne di età compresa i 25 e i 39 anni, residenti in Toscana da almeno un anno, con un valore Isee del nucleo familiare non superiore a 30.000 euro. La proposta autorizza una spesa fino a 300.000 euro per tre anni, stanziamento che si basa sui dati del'Istituto di sanità, con l'obiettivo di coprire circa 100 procedure annue (il doppio dell'attuale stima toscana), tenendo conto dell'emersione di nuove domande. In Italia una misura del genere al momento è in vigore solo in Puglia. "Una proposta di legge - spiega il capogruppo Pd Simone Bezzini - che punta a collocare la Toscana come Regione di avanguardia sul piano dei diritti e delle opportunità e che sta al passo con quello che già avviene nei Paesi più avanzati in Europa e e nel mondo. È una proposta che si colloca in una fase storica dove c'è una crisi demografica".
"Questa proposta di legge si inserisce pienamente nel contesto delle politiche concrete di sostegno alla procreazione e alla maternità consapevole e mette al centro le donne, le loro esigenze legate alle scelte autonome di vita, di lavoro e di maternità - afferma Matteo Biffoni, consigliere Pd presidente della commissione sanità -. In Italia c'è chi parla di lotta alla denatalità e chi prova invece a farla sul serio. Per questo, ho sottoscritto con convinzione l'idea avanzata da Andrea Vannucci e sono impegnato a calendarizzare la pdl in commissione già nelle prossime settimane".
Per Serena Spinelli, componente della commissione sanità, "questa legge vuole rispondere ad un bisogno e offrire un'opportunità, garantendo alle donne la possibilità di crioconservare i propri ovociti, con un sostegno modulato sull'Isee". Tuttavia "è importante affiancare a questa misura una corretta informazione sulle possibilità di conservazione, così come sui limiti della gravidanza tardiva. Avere un figlio o una figlia deve essere sempre una scelta consapevole, non determinata da pressioni culturali o da difficoltà economiche".
Infine Brenda Barinini ricorda come "esiste una finestra biologica" ma "spesso le condizioni sociali, economiche e lavorative portano a rinviare i progetti di vita: il social freezing prova a dare una risposta concreta a questo squilibrio. Un'indagine dell'Irpet sulle dinamiche demografiche della Toscana evidenzia come cresce la componente più anziana della popolazione; allo stesso tempo, emerge che l'80% delle donne tra i 25 e i 34 anni esprime il desiderio di avere figli. Se questo desiderio potesse tradursi pienamente in realtà, il quadro demografico sarebbe molto diverso".
"Gli obiettivi sono essenzialmente due - spiega Andrea Vannacci, vice capogruppo Dem e primo firmatario della pdl -. Da un lato mettere a disposizione di più persone possibili uno strumento che è già all'interno delle politiche che si possono attuare per il contrasto alla denatalità e alla politiche di preservazione della fertilità", dall'altro "l'equità perché ha un costo all'ingresso che rischia di essere una variabile insormontabile per chi si trova a procrastinare il proprio desiderio di maternità per motivi socioeconomici". Quindi l'idea "è stabilire un contributo che vada a coprire essenzialmente le spese di stimolazione e prelievo e poi di conservazione".
Previsti fino a 3.000 euro (a fronte di un costo stimato tra i 2.500 e i 4.000), erogato tramite le Asl destinato alle donne di età compresa i 25 e i 39 anni, residenti in Toscana da almeno un anno, con un valore Isee del nucleo familiare non superiore a 30.000 euro. La proposta autorizza una spesa fino a 300.000 euro per tre anni, stanziamento che si basa sui dati del'Istituto di sanità, con l'obiettivo di coprire circa 100 procedure annue (il doppio dell'attuale stima toscana), tenendo conto dell'emersione di nuove domande. In Italia una misura del genere al momento è in vigore solo in Puglia. "Una proposta di legge - spiega il capogruppo Pd Simone Bezzini - che punta a collocare la Toscana come Regione di avanguardia sul piano dei diritti e delle opportunità e che sta al passo con quello che già avviene nei Paesi più avanzati in Europa e e nel mondo. È una proposta che si colloca in una fase storica dove c'è una crisi demografica".
"Questa proposta di legge si inserisce pienamente nel contesto delle politiche concrete di sostegno alla procreazione e alla maternità consapevole e mette al centro le donne, le loro esigenze legate alle scelte autonome di vita, di lavoro e di maternità - afferma Matteo Biffoni, consigliere Pd presidente della commissione sanità -. In Italia c'è chi parla di lotta alla denatalità e chi prova invece a farla sul serio. Per questo, ho sottoscritto con convinzione l'idea avanzata da Andrea Vannucci e sono impegnato a calendarizzare la pdl in commissione già nelle prossime settimane".
Per Serena Spinelli, componente della commissione sanità, "questa legge vuole rispondere ad un bisogno e offrire un'opportunità, garantendo alle donne la possibilità di crioconservare i propri ovociti, con un sostegno modulato sull'Isee". Tuttavia "è importante affiancare a questa misura una corretta informazione sulle possibilità di conservazione, così come sui limiti della gravidanza tardiva. Avere un figlio o una figlia deve essere sempre una scelta consapevole, non determinata da pressioni culturali o da difficoltà economiche".
Infine Brenda Barinini ricorda come "esiste una finestra biologica" ma "spesso le condizioni sociali, economiche e lavorative portano a rinviare i progetti di vita: il social freezing prova a dare una risposta concreta a questo squilibrio. Un'indagine dell'Irpet sulle dinamiche demografiche della Toscana evidenzia come cresce la componente più anziana della popolazione; allo stesso tempo, emerge che l'80% delle donne tra i 25 e i 34 anni esprime il desiderio di avere figli. Se questo desiderio potesse tradursi pienamente in realtà, il quadro demografico sarebbe molto diverso".
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