Delibere definiscono modalità accesso servizi Pma e stanziano 350mila euro

 La Regione Toscana rafforza il proprio impegno a sostegno della fertilità e alla genitorialità: la Giunta ha approvato due delibere che definiscono modalità di accesso ai servizi di procreazione medicalmente assistita e prevedono uno stanziamento complessivo di 350mila euro. I provvedimenti seguono due direttrici principali: da un lato la gratuità della fecondazione eterologa per le coppie residenti in Toscana - fatta salva la compartecipazione alla spesa, con copertura da parte del Ssr dei costi per il reperimento dei gameti - dall'altro la promozione di strumenti per la preservazione della fertilità.
    
L'accesso al social freezing è consentito a donne e uomini fino al compimento dei 40 anni ed è a carico degli interessati, secondo tariffe definite a livello regionale, cui si aggiunge il costo annuale di conservazione. Restano invece gratuiti, o soggetti a ticket, i trattamenti connessi a condizioni mediche, come patologie oncologiche o terapie che possono compromettere la fertilità. Allo stesso tempo, la Regione richiama l'importanza di una corretta informazione: la crioconservazione rappresenta un'opportunità, ma non una soluzione automatica o definitiva al calo delle nascite, né elimina i rischi legati alla genitorialità in età avanzata. La seconda delibera interviene sulla fecondazione eterologa, prevedendo per le coppie residenti in Toscana la copertura, da parte del Servizio sanitario regionale, dei costi per l'acquisto dei gameti, rafforzando così il principio di equità nell'accesso alle cure. Per le coppie non residenti resta invece a carico degli utenti il costo dei gameti, con una compartecipazione pari a 1.500 euro per gli ovociti e 500 euro per i gameti maschili. Non è previsto alcun rimborso per le coppie toscane che effettuano trattamenti fuori regione o all'estero.

    
"La Toscana - afferma il governatore Eugenio Giani - compie un passo importante per sostenere concretamente il diritto alla genitorialità. Vogliamo essere al fianco delle coppie con strumenti concreti, e affrontare una delle grandi sfide del nostro tempo, quella della denatalità". Per l'assessora alla sanità Monia Monni "garantire percorsi più equi significa mettere al centro le persone e la qualità della loro vita, rafforzando il ruolo pubblico della sanità. Allo stesso tempo, l'apertura al social freezing segna un passaggio culturale importante. Con questi provvedimenti affermiamo diritti, libertà di scelta e responsabilità pubblica nel sostenere i progetti di vita delle persone. Andiamo verso un welfare moderno e inclusivo, capace di accompagnare le trasformazioni sociali".
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