Il Mugello si prepara a vivere un appuntamento di profondo valore storico e identitario in occasione di una ricorrenza solenne. Sabato 11 aprile 2026, alle ore 16:00, il suggestivo scenario del Convento di San Bonaventura al Bosco ai Frati aprirà le sue porte per celebrare l’ottavo centenario del transito di San Francesco d’Assisi. L’iniziativa nasce dalla stretta collaborazione tra le Parrocchie di San Piero a Sieve e Santo Stefano a Campomigliaio insieme all’Ordine dei Frati Minori, con l’obiettivo di onorare la memoria del Santo a ottocento anni dalla sua scomparsa, avvenuta nel 1226.
Il fulcro della giornata sarà la conversazione curata da Andrea Vannini, dottorando in storia del francescanesimo medievale, che guiderà il pubblico in un viaggio a ritroso nel tempo. L’intervento, intitolato “La cella di frate Francesco: eremitismo e predicazione ai primordi dell’Ordine dei Frati Minori”, esplorerà la delicata dialettica tra il ritiro spirituale e la missione evangelica. Sarà un'occasione per riflettere su come lo spazio fisico della cella abbia rappresentato, fin dalle origini, il cuore pulsante della spiritualità francescana e il punto di partenza per l'azione nel mondo.
Ad arricchire il confronto interverranno figure di rilievo della comunità religiosa e accademica locale. Prenderanno la parola Don Daniele Centorbi, Pievano di San Piero a Sieve, e Fra Livio Crisci, Ministro Provinciale dell’Ordine dei Frati Minori della Toscana. I loro contributi permetteranno di contestualizzare l'eredità di Francesco nella realtà contemporanea e nel tessuto del territorio toscano, da sempre legato a doppio filo alla tradizione dell'Ordine.
La partecipazione all’evento non si esaurirà nel momento della riflessione teorica. Al termine della conversazione, i presenti avranno il privilegio di partecipare a una visita guidata al complesso di Bosco ai Frati. Il percorso condurrà i visitatori alla scoperta dei tesori del convento, culminando nella visita all’antica cella dedicata a San Francesco, un luogo intriso di silenzio e storia che ancora oggi permette di percepire l’essenza della scelta eremitica dei primi frati. L'invito è rivolto a tutta la cittadinanza e agli appassionati di storia medievale desiderosi di riscoprire un tassello fondamentale del patrimonio culturale mugellano.
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