Dal dolore cronico alla legge sul fine vita, con la Toscana che ha fatto da apripista a livello nazionale: di questo si è parlato nel corso di un convegno organizzato a Firenze dal Gabinetto Vieusseux.
Tra gli interventi Renato Vellucci, che si occupa di terapia del dolore all'ospedale di Careggi, ha sottolineato che la "battaglia sul fine vita è sacrosanta, i nostri malati hanno una forte necessità di essere supportati in questa direzione. Il dolore cronico è un terribile problema. La Toscana sta cercando di anticipare i tempi di arrivo nei centri specialistici: molto spesso i pazienti aspettano anche 4 anni ed è un'eternità inaccettabile. C'è da ricordare che ai pazienti cambia il sistema nervoso, la memoria del dolore lascia come una cicatrice indelebile nel sistema nervoso: soffrire è un danno irreversibile". Filippo Canzani, medico palliativista all'Azienda Usl Toscana Centro, ha spiegato che "noi ci occupiamo di cure palliative e siamo un po' altro rispetto al tema della morte medicalmente assistita che fa parte delle possibili scelte. È una scelta personale, su come si intende la qualità della vita".
Patrizia Lo Sapio, responsabile scientifico cardiologia a Villa Donatello, ha ricordato che sul fine vita "la Toscana ha fatto da apripista". Ricciarda Nencini, dottoressa in giurisprudenza abilitata all'esercizio della professione forense ha tracciato un quadro normativo: "Solo il paziente può somministrarsi il farmaco che lo conduce alla morte - ha ricordato -. L'attività del medico in prima persona rimane illegale in Italia. Cosa accade se il paziente non è in grado di somministrarsi la sostanza che lo porta alla morte? Oggi ci sono dei dispositivi, penso al Cnr, che permettono l'attivazione oculare. Dunque basta il movimento degli occhi" per dar il via al processo.
Il neurochirurgo a Villa Donatello Lorenzo Paoli ha fatto un focus sul dolore vertebrale ricordando che "nel 90% dei casi" questo dolore "è legato a una perdita della tensione strutturale". Riccardo Nencini, presidente del Gabinetto Vieusseux, ha ricordato che "il primo grande convegno in Toscana sulla medicina venne sponsorizzato proprio al Gabinetto Vieusseux a metà dell'800, quindi noi torniamo a seguire una tradizione che è nostra".
Tra gli interventi Renato Vellucci, che si occupa di terapia del dolore all'ospedale di Careggi, ha sottolineato che la "battaglia sul fine vita è sacrosanta, i nostri malati hanno una forte necessità di essere supportati in questa direzione. Il dolore cronico è un terribile problema. La Toscana sta cercando di anticipare i tempi di arrivo nei centri specialistici: molto spesso i pazienti aspettano anche 4 anni ed è un'eternità inaccettabile. C'è da ricordare che ai pazienti cambia il sistema nervoso, la memoria del dolore lascia come una cicatrice indelebile nel sistema nervoso: soffrire è un danno irreversibile". Filippo Canzani, medico palliativista all'Azienda Usl Toscana Centro, ha spiegato che "noi ci occupiamo di cure palliative e siamo un po' altro rispetto al tema della morte medicalmente assistita che fa parte delle possibili scelte. È una scelta personale, su come si intende la qualità della vita".
Patrizia Lo Sapio, responsabile scientifico cardiologia a Villa Donatello, ha ricordato che sul fine vita "la Toscana ha fatto da apripista". Ricciarda Nencini, dottoressa in giurisprudenza abilitata all'esercizio della professione forense ha tracciato un quadro normativo: "Solo il paziente può somministrarsi il farmaco che lo conduce alla morte - ha ricordato -. L'attività del medico in prima persona rimane illegale in Italia. Cosa accade se il paziente non è in grado di somministrarsi la sostanza che lo porta alla morte? Oggi ci sono dei dispositivi, penso al Cnr, che permettono l'attivazione oculare. Dunque basta il movimento degli occhi" per dar il via al processo.
Il neurochirurgo a Villa Donatello Lorenzo Paoli ha fatto un focus sul dolore vertebrale ricordando che "nel 90% dei casi" questo dolore "è legato a una perdita della tensione strutturale". Riccardo Nencini, presidente del Gabinetto Vieusseux, ha ricordato che "il primo grande convegno in Toscana sulla medicina venne sponsorizzato proprio al Gabinetto Vieusseux a metà dell'800, quindi noi torniamo a seguire una tradizione che è nostra".
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