Il monito del presidente regionale dopo le preoccupazioni espresse dall'assessora alla sanità Monni

AGGIORNAMENTO
A margine della seduta odierna del Consiglio regionale, Giani ha precisato che "è prematuro poter valutare una cifra ma indubbiamente ne parleremo quando ne avremo oggettiva contezza. Quando scoppiò la guerra in Ucraina i costi per le bollette aumentarono di 180 milioni rispetto a un bilancio della sanità che oggi è di 8,5 miliardi". Giani si è anche detto "convinto che se venissero a mancare risorse dovremmo pianificare tra le voci di risparmio servizi collaterali alla sanità per far fronte a questo aumento dei costi. Spero anche - ha concluso - che il Governo faccia dei provvedimenti che possano aiutare le Regioni nella gestione del bilancio". 

"Tutte le volte che sono aumentati i costi dell'energia, noi abbiamo un riflesso diretto", anche perché "la nostra è la sanità 'più pubblica' rispetto a tutte le altre regioni. Se ad esempio, un sistema sanitario fa una convenzione con una clinica privata per svolgere delle funzioni, è evidente che valgono i dati economici di quando fai la convenzione e se c'è una crisi energetica è il privato ad accollarsene".

Lo ha detto oggi il presidente della Toscana Eugenio Giani, rispondendo a una domanda dei giornalisti a margine di una conferenza stampa a Firenze, dopo la preoccupazione lanciata ieri anche dall'assessora regionale alla sanità Monia Monni sull'aumento dei costi strutturali non compensati dall'incremento del fondo sanitario.

"La nostra - ha specificato il governatore toscano - è una sanità fondata su edifici pubblici, con 46 ospedali e 800 presidi e se aumenta la bolletta della luce la paghiamo direttamente noi. Quindi sicuramente vi è un aumento che dovremo mettere in conto". Tuttavia, ha concluso Giani, "faremo in modo che sul bilancio della sanità l'aumento di questi costi venga compensato da risparmi" da ricercare però altrove, "non nei servizi sanitari perché ci tengo troppo a mantenere l'attuale livello".
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