In Consiglio regionale i dati delle Asl toscane sugli screening sanitari per l’accesso ai Cpr. Petrucci (Fdi) chiede verifiche e segnala possibili criticità sulle valutazioni di idoneità

"Nel 2025, nell'Asl sud est i casi valutati nella visita preventiva" per l'accesso dei cittadini stranieri nei Cpr "sono stati 46, e uno è risultato non idoneo. Nell'Asl centro sono state effettuate 220 visite, da cui è stata riscontrata l'idoneità di 155 persone, pari al 70%. Nell'Asl nord ovest sono state effettuate 12 visite preventive e sono stati riscontrati tutti idonei". E' quanto ha spiegato l'assessore regionale alla salute e al welfare, Monia Monni, rispondendo in Consiglio regionale a un'interrogazione del consigliere regionale Fdi, Diego Petrucci, sulle "possibili criticità relative allo screening medico preventivo per l'accesso degli stranieri ai centri di permanenza per il rimpatrio".

Monni ha spiegato che i medici devono "certificare che le condizioni di salute delle persone siano o no compatibili per un regime di reclusione all'interno di un Cpr". Per Monni "lo Stato dice che vanno trattenuti all'interno di un Cpr ma se le condizioni di salute non consentono la reclusione si apre un doppio problema: le persone vengono rilasciate in strada e non abbiamo creato le condizioni per prendere in carico il loro problema di salute". Monni ha evidenziato che "abbiamo individuato i Cpr come unica soluzione, ma rimettiamo in strada persone che devono essere trattenute e dopo aver certificato che vanno curate. Mi pare contraddittorio".

Nella sua replica Petrucci ha spiegato che l'intenzione è quella di "verificare che in Toscana non accada quanto accaduto nella vicina Emilia Romagna dove i medici con faziosità e incoscienza hanno utilizzato la propria funzione per evitare che decine di stranieri pericolosi venissero trasferiti dentro i Cpr". Per Petrucci "il dato della Toscana centro, accende un campanello d'allarme: circa il 30% degli stranieri sottoposti a visita vengono ritenuti non idonei per essere trasferiti nei Cpr. Vogliamo verificare azienda ospedaliera per azienda, in particolare modo le aziende ospedaliere universitarie che non sono state prese in considerazione nella risposta dell'assessore".
Condividi
La funzionalità è stata disattivata perché si avvale di cookies (Maggiori informazioni)

Attiva i cookies