Tra pensioni ferme, solitudine e spese in aumento, aumentano le richieste di aiuto e i casi di “povertà intermittente”

Il numero di anziani in difficoltà è in costante crescita, spinto dall’aumento dell’aspettativa di vita ma non sempre accompagnato da una buona salute. Le fragilità fisiche si sommano a problemi economici sempre più diffusi: pensioni insufficienti, costi in aumento e famiglie meno in grado di offrire supporto. Molti anziani, spesso soli e in particolare donne, faticano a sostenere spese quotidiane come affitto, bollette e alimentazione, con un aumento della povertà energetica e alimentare.

Emergono inoltre i cosiddetti “intermittenti della povertà”: persone che riescono a mantenersi finché non interviene un imprevisto, come spese sanitarie o guasti domestici, che le fanno precipitare in difficoltà, portandole talvolta a chiedere aiuto anche a enti caritativi. Le difficoltà economiche incidono anche sulla salute, con molti anziani che rinunciano o rimandano cure e visite a pagamento.

Accanto agli aspetti materiali, cresce il problema della solitudine e della gestione dell’abitare, con case spesso troppo grandi e costose. Si fa strada quindi la necessità di soluzioni alternative come forme di coabitazione solidale. Nonostante la difficoltà e la vergogna nel chiedere aiuto, gli sportelli territoriali rappresentano un punto di riferimento importante, offrendo ascolto e supporto a un numero sempre maggiore di persone. Lo riporta il Corriere Fiorentino. 

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