Una nuova frontiera della cardiologia sbarca ufficialmente nell’Asl Toscana Centr

L’ospedale San Giovanni di Dio segna un traguardo fondamentale per la sanità fiorentina con l’impianto del primo pacemaker leadless bicamerale nell’Asl Toscana Centro. Fino a oggi, la tecnologia "senza fili" era limitata alla stimolazione del solo ventricolo destro, una soluzione adatta prevalentemente a pazienti con fibrillazione atriale. Grazie a questo innovativo dispositivo di nuova generazione, l'équipe di elettrofisiologia guidata dai medici Umberto Signorini e Federica Michelotti è riuscita a estendere i benefici della cardiostimolazione intracardiaca anche ai pazienti in ritmo sinusale, permettendo una sincronizzazione perfetta tra atrio e ventricolo senza l’ausilio di cavi esterni.

L’intervento rappresenta un salto di qualità tecnologico che impatta direttamente sulla sicurezza e sul recupero del paziente. L'eliminazione degli elettrocateteri intravascolari e del generatore sottocutaneo, tipici dei sistemi tradizionali, riduce drasticamente il rischio di complicanze gravi come infezioni sistemiche o trombosi venose. Questa metodica si rivela particolarmente preziosa per soggetti con anatomie vascolari complesse o pazienti fragili, come i dializzati, che spesso presentano accessi venosi limitati. La procedura, supportata dalla collaborazione del dottor Luca Iannucci e dal personale infermieristico specializzato, conferma l'eccellenza del presidio fiorentino nel trattamento delle aritmie.

Oltre agli aspetti clinici, il nuovo approccio garantisce un beneficio psicologico ed estetico non trascurabile, poiché l'assenza di cicatrici o dispositivi percepibili al tatto favorisce una migliore accettazione della terapia. Come sottolineato dal Direttore della Cardiologia 1, Massimo Milli, e dal Direttore del dipartimento Pasquale Palumbo, questo risultato è il frutto di un investimento costante nell'innovazione e nella qualità delle cure. Il consolidamento di questa tecnica all'interno dell'Asl Toscana Centro non solo eleva gli standard assistenziali del territorio, ma apre nuove prospettive per una platea sempre più vasta di pazienti che necessitano di soluzioni cardiologiche minimamente invasive.

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