Giovedì 23 aprile, Firenze ha ospitato una nuova seduta della Consulta Metropolitana delle professioni sanitarie e sociosanitarie. All’incontro hanno partecipato i vertici del sistema sanitario pubblico regionale e i delegati degli ordini professionali per fare il punto sulla trasformazione dei servizi territoriali. Il tema centrale è stato il superamento del modello ospedale-centrico a favore di una rete di assistenza diffusa, capace di rispondere con rapidità e precisione ai bisogni di una popolazione sempre più longeva.
Il nuovo assetto organizzativo trae insegnamento dalla capacità di adattamento dimostrata dal sistema sanitario durante l'emergenza Covid-19. L'obiettivo è tradurre quella flessibilità in una struttura stabile che metta al centro la prevenzione e la domiciliarità delle cure. Pilastro di questa riforma sarà l'attivazione delle Case di Comunità, presidi multidisciplinari dove medici, infermieri e assistenti sociali opereranno in sinergia per offrire ai cittadini un punto di riferimento certo e accessibile sul proprio territorio.
Il percorso verso questo nuovo modello è complesso e richiede un impegno straordinario sia sul piano dirigenziale che su quello delle risorse. La sanità pubblica si trova infatti a dover affrontare una sfida duplice: da un lato la necessità di investimenti per incrementare il numero di professionisti nel Servizio Sanitario Nazionale, dall'altro la gestione di bisogni assistenziali sempre più cronici e articolati.
Nicola Armentano, Coordinatore della Consulta e consigliere delegato della Città Metropolitana, ha espresso soddisfazione per lo stato di avanzamento dei lavori, definendo l'incontro rassicurante rispetto al cronoprogramma delle nuove strutture. Il lavoro di monitoraggio e confronto proseguirà intensamente nel mese di maggio, quando la Consulta audirà i direttori delle Società della Salute e gli amministratori locali dell'area metropolitana per affinare ulteriormente l'integrazione tra le diverse realtà del territorio.
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