Firenze celebra i 90 anni della Mostra Internazionale dell’Artigianato, e tra le realtà protagoniste di questa edizione c’è anche La Sosta Specialty Coffee, torrefazione che unisce ricerca, qualità e relazioni dirette con i produttori di caffè nel mondo.
Per Simone Guidi, fondatore del progetto, partecipare alla manifestazione non è solo un’opportunità professionale, ma anche un ritorno personale. “Venivo qui da bambino con mio nonno”, racconta. “La Mostra era una finestra sul mondo, un luogo dove scoprire culture e prodotti lontani. Oggi esserci con la mia azienda è qualcosa di speciale”.
Un legame con Firenze che si riflette anche nella filosofia dell’azienda: radicamento sul territorio e apertura internazionale. La Sosta lavora infatti esclusivamente con caffè specialty, selezionati attraverso rapporti diretti con i produttori, senza intermediari. Un approccio che garantisce tracciabilità, sostenibilità e, soprattutto, qualità.
Negli ultimi anni Guidi ha viaggiato in prima persona tra Brasile, Guatemala ed Etiopia, incontrando i coltivatori e costruendo relazioni basate sulla fiducia. “Vogliamo conoscere chi produce il caffè che tostiamo. Capire il contesto, le difficoltà, il lavoro che c’è dietro. Solo così possiamo valorizzarlo davvero”.
Il risultato è una selezione di microlotti, caffè unici che raccontano territori, varietà e metodi di lavorazione diversi. Una proposta che si discosta dal consumo più diffuso in Italia, ancora legato a prodotti standardizzati. Ed è proprio qui che entra in gioco un altro pilastro del progetto: l’educazione.
Alla Mostra dell’Artigianato, La Sosta non si limita a esporre: propone degustazioni aperte al pubblico, momenti di scoperta in cui il caffè diventa esperienza. Non solo assaggio, ma racconto: aromi, origini, processi. Un modo per avvicinare anche i meno esperti a una nuova consapevolezza.
“Non vogliamo solo vendere caffè”, spiega Guidi. “Vogliamo che le persone capiscano cosa stanno bevendo”. Un cambio di prospettiva che negli anni ha iniziato a dare i suoi frutti: sempre più visitatori si avvicinano con curiosità, desiderosi di approfondire.
In un’edizione simbolica come la novantesima, la presenza di realtà come La Sosta racconta anche l’evoluzione dell’artigianato stesso: tradizione che si rinnova, capace di dialogare con il mondo senza perdere identità.
E mentre Firenze continua a essere crocevia di saperi e culture, anche una tazzina di caffè può diventare il punto d’incontro tra passato e futuro.
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