L'ospedale Meyer "è un esempio e soprattutto un antesignano della umanizzazione delle cure. Nessun altro ospedale europeo è al suo livello su questo tema, cioè immaginare la cura come un percorso che prende in carico non soltanto i bambini e le bambine, ma anche le loro famiglie". Queste le parole dell'assessora alla salute della Toscana, Monia Monni, oggi in visita all'ospedale pediatrico ed istituto di cura e ricerca fiorentino, accompagnata dal direttore generale Paolo Morello.
Bambini che vengono accolti in un salotto colorato dalla Pimpa e altri personaggi dei cartoni animati, poi la possibilità di svagarsi in una stanza piena di giocattoli, divertirsi con i giochi di prestigio di un clown, continuare la scuola nonostante il ricovero, oppure fare festa con la pet therapy insieme al cagnolino Cecco e al gatto Pitagora. Il Meyer è stato il primo centro sanitario pubblico che ha livello nazionale ha introdotto gli interventi assistiti con gli animali inserendoli all'interno del protocollo sanitario e conferendo loro la dignità di una vera e propria terapia.
Da 25 i cani dell'associazione Antropozoa, accompagnati dal loro operatore umano specializzato, sono diventati una presenza fissa nei corridoi e nei reparti dell'ospedale. E adesso si è aggiunto Pitagora, un gatto che, viene spiegato dal Meyer, sta imparando il mestiere; si tratta di un esperimento avviato da pochi giorni, una scelta basata sui nuovi bisogni dei pazienti, soprattutto quelli ricoverati nella psichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza.
"Quando si ammala un bambino - aggiunge Monni - si ammala tutta la famiglia e noi abbiamo il dovere di riuscire a farli sentire il più possibile a proprio agio in un ambiente che non è freddo e ostile come a volte si percepiscono gli ambienti ospedalieri. Ma l'umanizzazione delle cure - conclude - non riguarda solo i bambini. Deve riguardare anche gli adulti, declinati naturalmente in un altro modo. Si tratta di un tema a cui intendiamo prestare particolare attenzione".
Bambini che vengono accolti in un salotto colorato dalla Pimpa e altri personaggi dei cartoni animati, poi la possibilità di svagarsi in una stanza piena di giocattoli, divertirsi con i giochi di prestigio di un clown, continuare la scuola nonostante il ricovero, oppure fare festa con la pet therapy insieme al cagnolino Cecco e al gatto Pitagora. Il Meyer è stato il primo centro sanitario pubblico che ha livello nazionale ha introdotto gli interventi assistiti con gli animali inserendoli all'interno del protocollo sanitario e conferendo loro la dignità di una vera e propria terapia.
Da 25 i cani dell'associazione Antropozoa, accompagnati dal loro operatore umano specializzato, sono diventati una presenza fissa nei corridoi e nei reparti dell'ospedale. E adesso si è aggiunto Pitagora, un gatto che, viene spiegato dal Meyer, sta imparando il mestiere; si tratta di un esperimento avviato da pochi giorni, una scelta basata sui nuovi bisogni dei pazienti, soprattutto quelli ricoverati nella psichiatria dell'infanzia e dell'adolescenza.
"Quando si ammala un bambino - aggiunge Monni - si ammala tutta la famiglia e noi abbiamo il dovere di riuscire a farli sentire il più possibile a proprio agio in un ambiente che non è freddo e ostile come a volte si percepiscono gli ambienti ospedalieri. Ma l'umanizzazione delle cure - conclude - non riguarda solo i bambini. Deve riguardare anche gli adulti, declinati naturalmente in un altro modo. Si tratta di un tema a cui intendiamo prestare particolare attenzione".
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