All’Università di Firenze esplode il caso degli specializzandi medici, dopo una segnalazione dell’Associazione liberi specializzandi (Als) che denuncia turni di lavoro eccessivi, anche oltre le 60 ore settimanali, e situazioni di scarsa supervisione nei reparti dell’ospedale di Careggi.
La rettrice Alessandra Petrucci ha annunciato un’immediata attivazione degli organi di controllo interni, affermando la necessità di chiarire le accuse e arrivando a parlare di un ulteriore livello di verifica sugli organismi già preposti alla vigilanza. L’attenzione si concentra sull’Osservatorio regionale per la formazione medico-specialistica, che potrebbe essere a sua volta oggetto di revisione.
Dall’ospedale arrivano però anche contestazioni informali: secondo alcune fonti interne, i dati sui turni sarebbero distorti perché basati sugli accessi elettronici e non terrebbero conto di pause e attività formative. La ministra dell’Università Anna Maria Bernini aveva già definito in passato le segnalazioni degli specializzandi come indicative di “gravi criticità del sistema”.
Sul tema interviene anche Francesco Venneri, responsabile del Centro regionale toscano del Rischio clinico, che pur senza confermare le denunce, sottolinea la necessità di approfondire: turni eccessivi e scarsa supervisione potrebbero infatti compromettere sia la formazione dei giovani medici sia la sicurezza dei pazienti. Il rischio, spiega, è duplice: da un lato la mancata crescita professionale degli specializzandi, dall’altro possibili errori clinici legati a stress e affaticamento del personale sanitario. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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