L’epidemiologo Renzo Berti spiega modalità di contagio, rischi e differenze con il coronavirus: «Serve cautela, ma la diffusione su larga scala è improbabile»

Il caso della 37enne fiorentina finita in quarantena dopo aver condiviso un volo con una donna poi morta per Hantavirus ha inevitabilmente riportato alla mente le paure del periodo Covid. Ma secondo gli esperti non esistono, al momento, i presupposti per una diffusione simile a quella del coronavirus.

A chiarirlo è Renzo Berti, già direttore del dipartimento di prevenzione dell’Asl Toscana Centro durante l’emergenza pandemica. L’esperto spiega che l’Hantavirus è normalmente una zoonosi, cioè una malattia trasmessa dagli animali all’uomo, soprattutto attraverso roditori e loro escrementi. Il contagio interumano è considerato raro e avviene soltanto in presenza di contatti molto ravvicinati e prolungati con persone già sintomatiche.

Berti sottolinea che i casi di trasmissione tra esseri umani riguardano principalmente il cosiddetto “virus Andes”, diffuso nelle Americhe, e che le infezioni tendono a svilupparsi soprattutto in ambienti sovraffollati e con scarse condizioni igieniche.

La malattia può però essere molto grave: la mortalità varia dal 15 al 30% e i sintomi compaiono generalmente tra le due e le quattro settimane dopo l’esposizione. Attualmente non esistono vaccini né terapie specifiche approvate dall’Organizzazione Mondiale della Sanità; nei casi più seri sono necessarie cure di supporto e talvolta il ricovero in terapia intensiva.

Sul piano della prevenzione, l’esperto indica come fondamentali la disinfestazione e il controllo dei roditori, oltre alla pulizia degli ambienti contaminati da escrementi.

Quanto al rischio per chi ha condiviso il volo con la vittima, Berti precisa che il contagio è possibile solo se la persona infetta presenta già sintomi. Per questo vengono attivate misure di sorveglianza sanitaria e monitoraggio dei contatti.

L’epidemiologo esclude comunque scenari simili alla pandemia da Covid-19: «Il coronavirus aveva una capacità di diffusione straordinaria, mentre l’Hantavirus si trasmette in situazioni molto più limitate». Pur invitando alla prudenza, Berti ritiene improbabile una diffusione su larga scala del virus. Lo scrive la Nazione. 

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