"Vorremmo che questo decreto, questa scelta così impositiva, così forte, che è passata sopra le teste delle Regioni e sopra le teste dei medici, che il governo sta facendo, almeno salvaguardasse il lavoro delle Regioni che hanno costruito un percorso virtuoso che sta funzionando e che questo accordo rischia di far saltare". Lo ha affermato Monia Monni, assessora alla salute della Regione Toscana, a proposito della riforma dei medici di famiglia proposta dal ministro Orazio Schillaci.
"Il governo ha scelto di procedere con una decretazione d'urgenza e con una legge", ha ricordato Monni, affermando che "secondo me la legge non la vedremo mai, vedremo soltanto il decreto che va veramente a incidere nella carne viva dei medici di medicina generale", e "il canale di trattativa si è aperto, ma si parte da posizioni estremamente distanti e da una rigidità molto forte del governo, mentre le Regioni, soprattutto noi e l'Emilia Romagna, stiamo lavorando appunto perché all'interno si salvaguardino i percorsi fatti".
Peraltro, si chiede l'assessora, "quanto costa passare al rapporto di dipendenza? Sostengono che sia isocosto, cioè senza costi aggiuntivi: è impossibile, perché la dipendenza costa certamente più di un rapporto convenzionale. Dove li troviamo quei soldi? Graveranno sui bilanci delle Regioni? Sono tutte domande senza risposta. Quindi ho l'impressione che un decreto così forte, così radicale, che rischia di far saltare gli accordi fatti che per l'appunto riguardano le Regioni di centrosinistra a meno di un anno dalle elezioni, sappia molto di iniziativa politica che rischia di non dispiegare risultati positivi".
"Il governo ha scelto di procedere con una decretazione d'urgenza e con una legge", ha ricordato Monni, affermando che "secondo me la legge non la vedremo mai, vedremo soltanto il decreto che va veramente a incidere nella carne viva dei medici di medicina generale", e "il canale di trattativa si è aperto, ma si parte da posizioni estremamente distanti e da una rigidità molto forte del governo, mentre le Regioni, soprattutto noi e l'Emilia Romagna, stiamo lavorando appunto perché all'interno si salvaguardino i percorsi fatti".
Peraltro, si chiede l'assessora, "quanto costa passare al rapporto di dipendenza? Sostengono che sia isocosto, cioè senza costi aggiuntivi: è impossibile, perché la dipendenza costa certamente più di un rapporto convenzionale. Dove li troviamo quei soldi? Graveranno sui bilanci delle Regioni? Sono tutte domande senza risposta. Quindi ho l'impressione che un decreto così forte, così radicale, che rischia di far saltare gli accordi fatti che per l'appunto riguardano le Regioni di centrosinistra a meno di un anno dalle elezioni, sappia molto di iniziativa politica che rischia di non dispiegare risultati positivi".
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