Progetto di cooperazione internazionale, coinvolti una ventina di medici

Due giorni di esami e visite gratuite per una prevenzione accessibile a tutti. Appuntamento a Firenze il 16 e 17 maggio a Firenze, alla Coop di Gavinana in piazza Gino Bartali per 'Salute senza confini', progetto di cooperazione sanitaria internazionale che vede insieme Fondazione I Medici F3, Amsai, Misericordia della Toscana e Ispro. L'iniziativa è stata presentata oggi in Consiglio regionale: potranno essere fatte, ad esempio, visita ginecologica con pap-test, visita urologica visita protocologica per la prevenzione del carcinoma al colon retto, mammografie con Ispro e anche visite dermatologiche, pneumologiche e odontoiatriche con una ventina di specialisti.
"Salute Senza Confini rappresenta un esempio concreto di come la sanità pubblica possa diventare uno strumento di inclusione, cooperazione e crescita condivisa - ha detto la presidente Stefania Saccardi -. La Toscana ha costruito negli anni un modello avanzato di prevenzione oncologica, fondato sulla prossimità ai cittadini, sulla qualità scientifica e sull'accesso universale alle cure". "La sanità è anche capacità di solidarietà e di costruire ponti di pace - ha aggiunto il consigliere regionale Francesco Casini -. Grazie a tutte le associazioni coinvolte siamo in grado di costruire un ponte tra la Toscana e Mogadiscio, portando la prevenzione in territori nuovi e più dimenticati".
"Purtroppo - ha spiegato Paolo Gacci, presidente della Fondazione I Medici F3 - in tanti Paesi stranieri purtroppo è un lusso fare la prevenzione. Ad esempio il carcinoma della cervice resta sempre una tra le prime cause di di morte per una donna giovane e questo non è accettabile. Quello quello che possiamo fare noi è offrire le vaccinazioni, promuovere ovviamente i test di screening e fare in modo che sia accessibile a tutti". La Fondazione, ha poi ricordato "è partner dell'Oasis Cancer Hospital di Mogadiscio", per rafforzare i servizi oncologici in Somalia. "E' un bellissimo ospedale, ma che ha bisogno di fare i contratti proprio per avere anche accesso a dispositivi medici, come per esempio quelli del pap test, a attrezzature e apparecchiature che possono rendere accessibile la prevenzione anche in questi Paesi".
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