La settimana finanziaria che si apre avrà un tema dominante: la geopolitica.
I mercati guarderanno soprattutto ai negoziati tra Stati Uniti e Iran, da cui potrebbe dipendere non solo l’andamento del petrolio, ma anche il clima generale delle Borse.
Secondo le indiscrezioni diplomatiche, le parti sarebbero vicine a una tregua formalizzata in una “Dichiarazione di Islamabad”, un primo passo verso un accordo più ampio. I prossimi colloqui potrebbero tenersi il 5 giugno.
Per i mercati è un passaggio importante, perché in questa fase il petrolio è diventato il vero termometro della tensione internazionale.
Nelle ultime sedute il greggio ha continuato a salire sopra i 100 dollari al barile. E qui si gioca una parte decisiva della settimana: se i negoziati dovessero complicarsi, il petrolio potrebbe spingersi verso i 110-115 dollari, aumentando i timori per inflazione e crescita economica. Se invece arrivassero segnali di distensione, le quotazioni potrebbero ridiscendere sotto i 90 dollari, favorendo un nuovo allungo dei mercati azionari.
Piazza Affari arriva a questo appuntamento in una posizione di forza, vicina ai 50mila punti, sostenuta soprattutto da banche, energia e difesa. Tuttavia il mercato appare più sensibile rispetto ai mesi scorsi: oggi bastano poche notizie negative sul fronte geopolitico o energetico per aumentare rapidamente la volatilità.
Oltre alla politica internazionale, l’altra grande bussola della settimana sarà l’inflazione. Negli Stati Uniti verrà pubblicato l’indice PCE, il dato più osservato dalla Federal Reserve per valutare l’andamento dei prezzi. In Europa, invece, arriveranno i dati preliminari dell’inflazione delle principali economie dell’Eurozona.
Gli investitori cercheranno di capire soprattutto una cosa: l’inflazione sta davvero rallentando oppure il rialzo del petrolio rischia di riaccendere le pressioni sui prezzi?
Da questa risposta dipenderanno anche le prossime mosse delle banche centrali. Il mercato ormai considera quasi certo un nuovo rialzo dei tassi da parte della BCE, ma molto dipenderà dai dati dei prossimi giorni e dai toni dei banchieri centrali europei.
Attenzione anche alla fiducia dei consumatori americani, che offrirà un’indicazione utile su quanto il caro energia stia iniziando a pesare sulle famiglie. In Giappone, invece, l’inflazione continua a restare più contenuta rispetto all’Occidente, elemento che potrebbe permettere alla banca centrale giapponese di mantenere una linea più prudente sui tassi.
Sul fronte azionario, resteranno osservati speciali due settori. Da una parte l’energia, naturalmente legata all’andamento del petrolio; dall’altra il comparto tecnologico americano, che continua a beneficiare dell’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. Wall Street resta vicina ai massimi storici grazie alla corsa dei titoli legati all’AI, ma le valutazioni iniziano a essere molto elevate e il mercato potrebbe diventare più selettivo.
Qundi un invito a seguire con attenzione alla settimana che entra e che sarà guidata soprattutto da petrolio, inflazione e geopolitica. Lo scenario resta costruttivo, ma con un equilibrio fragile: se le tensioni internazionali si allenteranno, i mercati potrebbero continuare a salire. In caso contrario, la volatilità potrebbe tornare rapidamente protagonista.
Questa “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionale
di Roberto di Giovine Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking
I mercati guarderanno soprattutto ai negoziati tra Stati Uniti e Iran, da cui potrebbe dipendere non solo l’andamento del petrolio, ma anche il clima generale delle Borse.
Secondo le indiscrezioni diplomatiche, le parti sarebbero vicine a una tregua formalizzata in una “Dichiarazione di Islamabad”, un primo passo verso un accordo più ampio. I prossimi colloqui potrebbero tenersi il 5 giugno.
Per i mercati è un passaggio importante, perché in questa fase il petrolio è diventato il vero termometro della tensione internazionale.
Nelle ultime sedute il greggio ha continuato a salire sopra i 100 dollari al barile. E qui si gioca una parte decisiva della settimana: se i negoziati dovessero complicarsi, il petrolio potrebbe spingersi verso i 110-115 dollari, aumentando i timori per inflazione e crescita economica. Se invece arrivassero segnali di distensione, le quotazioni potrebbero ridiscendere sotto i 90 dollari, favorendo un nuovo allungo dei mercati azionari.
Piazza Affari arriva a questo appuntamento in una posizione di forza, vicina ai 50mila punti, sostenuta soprattutto da banche, energia e difesa. Tuttavia il mercato appare più sensibile rispetto ai mesi scorsi: oggi bastano poche notizie negative sul fronte geopolitico o energetico per aumentare rapidamente la volatilità.
Oltre alla politica internazionale, l’altra grande bussola della settimana sarà l’inflazione. Negli Stati Uniti verrà pubblicato l’indice PCE, il dato più osservato dalla Federal Reserve per valutare l’andamento dei prezzi. In Europa, invece, arriveranno i dati preliminari dell’inflazione delle principali economie dell’Eurozona.
Gli investitori cercheranno di capire soprattutto una cosa: l’inflazione sta davvero rallentando oppure il rialzo del petrolio rischia di riaccendere le pressioni sui prezzi?
Da questa risposta dipenderanno anche le prossime mosse delle banche centrali. Il mercato ormai considera quasi certo un nuovo rialzo dei tassi da parte della BCE, ma molto dipenderà dai dati dei prossimi giorni e dai toni dei banchieri centrali europei.
Attenzione anche alla fiducia dei consumatori americani, che offrirà un’indicazione utile su quanto il caro energia stia iniziando a pesare sulle famiglie. In Giappone, invece, l’inflazione continua a restare più contenuta rispetto all’Occidente, elemento che potrebbe permettere alla banca centrale giapponese di mantenere una linea più prudente sui tassi.
Sul fronte azionario, resteranno osservati speciali due settori. Da una parte l’energia, naturalmente legata all’andamento del petrolio; dall’altra il comparto tecnologico americano, che continua a beneficiare dell’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. Wall Street resta vicina ai massimi storici grazie alla corsa dei titoli legati all’AI, ma le valutazioni iniziano a essere molto elevate e il mercato potrebbe diventare più selettivo.
Qundi un invito a seguire con attenzione alla settimana che entra e che sarà guidata soprattutto da petrolio, inflazione e geopolitica. Lo scenario resta costruttivo, ma con un equilibrio fragile: se le tensioni internazionali si allenteranno, i mercati potrebbero continuare a salire. In caso contrario, la volatilità potrebbe tornare rapidamente protagonista.
Questa “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionale
di Roberto di Giovine Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking
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