La bussola del risparmiatore fiorentino

L'analisi dell'esperto per capire come si muovono i mercati

Settimana nera per la tecnologia, Milano resisteCari lettori di FirenzeDintorni,In quest’ultima settimana la Borsa ha avuto due facce. Le azioni dei produttori di chip e dell'intelligenza artificiale sono crollate in tutto il mondo. Piazza Affari invece ha ballato ma ha chiuso quasi in pareggio.A Wall Street è stata la peggiore settimana da giugno. L'indice più ampio (S&P 500) ha perso l'1,9% e quello dei titoli tecnologici (Nasdaq) il 4,5%, mentre il Dow Jones, che raccoglie le grandi aziende tradizionali, è salito dello 0,7%. Venerdì il Nasdaq ha lasciato sul terreno un altro 2,1%. Il motivo principale sono i progressi di un'azienda cinese nei chip di memoria, che hanno riacceso i timori sulla concorrenza di Pechino. A Seul l'indice della Borsa ha perso il 7,4% in una sola seduta. A Milano il quadro è meno pesante. Il bilancio settimanale è un +0,2% circa (MIB).Sui tassi la settimana si chiude con un po' più di calma. Pesa però ancora il prezzo del petrolio, risalito venerdì, con la guerra tra Stati Uniti e Iran sullo sfondo. Che riflessione fare e piccoli consigli:-Un indice fermo può nascondere settori in forte calo e altri in rialzo. Guardate anche dentro il paniere, oltre al numero finale.-Se i risparmi sono concentrati in un solo tema, come i chip o l'intelligenza artificiale, una brutta settimana si sente tutta.-Chi compra solo perché un titolo sale tende a vendere appena scende. Prima di comprare, chiedetevi che cosa fa l'azienda e quanta perdita potete sopportare.-Distribuire i risparmi tra settori, Paesi e strumenti diversi aiuta a dormire più tranquilli.Buon fine settimana!Questa Bussola non indica una strada obbligata, ma offre solo spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionale di Roberto di Giovine Private Banker - IW Private Investments - Gruppo Intesa Sanpaolo.

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Una settimana in salita per Piazza Affari, ma con un finale che …. rincuora!

Cari lettori,la settimana appena trascorsa non è stata certo tranquilla. Giovedì l'indice principale di Piazza Affari aveva perso il 2,35% da inizio settimana. Dopo un inizio positivo, mercoledì 7 la Borsa di Milano ha chiuso in calo del 2,51%, la peggiore tra le europee, con le banche in testa alle perdite: UniCredit -4,18%, Intesa Sanpaolo -4,04%, Monte dei Paschi -3,89%. Sullo sfondo c'erano il prezzo dell'energia in salita, l'inflazione sopra le attese e le tensioni internazionali.Ieri è arrivato un po' di respiro: Milano ha chiuso a 49.746 punti, +0,9%, con il petrolio in calo e il differenziale tra Btp e titoli di Stato tedeschi sceso verso i 109 punti. Resta il fatto che la soglia dei 50 mila punti, persa mercoledì, non è stata recuperata. Rispetto alla chiusura di venerdì 2 ottobre (50.483 punti), il bilancio della settimana è un calo di circa l'1,5%.Il tema che ha tenuto banco è l'offerta di Intesa Sanpaolo su Monte dei Paschi. Intesa ha portato da 1 a 1,25 euro la parte in contanti, lasciando invariate le 1,6 azioni Intesa per ogni azione Monte. Lunedì è arrivata la conferma più pesante: Delfin ha assunto l'impegno di consegnare la sua intera quota, il 17,6% di Monte dei Paschi. Adesso conta la data del 29 ottobre: se l'assemblea approvasse le operazioni alternative del vertice di Monte dei Paschi, Intesa farebbe decadere l'offerta.La nostra Bussola suggerisce che:• Una brutta seduta non fa un cattivo anno. Chi vende nel giorno peggiore spesso trasforma una perdita sulla carta in una perdita vera.• Le banche pesano molto sull'indice di Milano: se ne possiedete diverse, controllate di non avere tutto il risparmio sullo stesso settore.• Distribuite i risparmi tra più strumenti e orizzonti di tempo, e investite solo ciò che non vi serve a breveVi auguro un bellissimo weekend !Questa Bussola non indica una strada obbligata, ma offre solo spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionale di Roberto di Giovine Private Banker - IW Private Investments - Gruppo Intesa Sanpaolo.

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I mercati tra scossoni e carovita: le regole d’oro per chi risparmiaCarissimi,bentrovati al nostro consueto appuntamento settimanale dedicato alle tasche di tutti i giorni e alla gestione del denaro.La settimana che si è appena conclusa ci lascia in eredità un quadro finanziario vivace e con qualche sobbalzo. Tra i corridoi di Piazza Affari e i resoconti delle principali testate del settore abbiamo visto giornate di cauto assestamento alternate a sedute più frizzanti. I titoli tecnologici e industriali hanno mostrato spunti di ripresa, mentre il comparto bancario ha vissuto momenti di altalena e qualche frenata dovuta alle prese di beneficio e alle incertezze del momento.Ma cosa c’è davvero dietro questi movimenti di borsa? E perché dovrebbero interessare chi cerca semplicemente di proteggere i propri risparmi?L’inflazione torna a farsi sentireIl dato più importante per la nostra quotidianità arriva dalle recenti rilevazioni dell'Istat: a settembre l'inflazione in Italia ha registrato un’accelerazione, toccando il 4,2% su base annua. A spingere in alto il costo della vita sono ancora una volta i rincari dell'energia e i prezzi delle materie prime. In parole povere? Lasciare i soldi fermi sul conto corrente significa vederne diminuire pian piano il potere d’acquisto. Se il costo dei beni sale e il capitale resta immobile, dopo un anno quei risparmi «compreranno» meno cose rispetto a prima.Tre consigli pratici per analizzare le notizie ed educare il risparmioPer non farsi spaventare dalle notizie del giorno o dalle fluttuazioni di breve termine, basta tenere a mente poche e semplici regole:1. Non inseguire l'umore della settimana: Le borse salgono e scendono ogni giorno. Chi risparmia con un obiettivo di lungo periodo (come la pensione o gli studi dei figli) non deve reagire d'impulso ai cali temporanei del listino.2. Batti il carovita con la pianificazione: Contro un'inflazione al 4,2%, l'unica vera difesa è un investimento diversificato e calibrato sulla propria tolleranza al rischio. Bastano anche piccole quote periodiche per mettere in moto i propri risparmi.3. Semplifica e fatti guidare: La finanza non deve essere un enigma per pochi. Quando leggi i giornali specializzati, concentra la tua attenzione sui dati reali (come la crescita delle aziende o i tassi di interesse) anziché sui titoli allarmistici.Buona domenica e alla prossima settimana!Questa “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionale di Roberto di Giovine Private Banker - IW Private Investments - Gruppo Intesa Sanpaolo.

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Una settimana di vertici e di nervi: cosa è successo davvero sui mercati ?Il prezzo del greggio ha toccato livelli record giovedì, complici le tensioni geopolitiche ancora aperte, e questo ha pesato sui listini europei: giovedì 24 settembre Piazza Affari ha chiuso la seduta peggiore tra le grandi Borse del continente, con un calo dello 0,8%. Quando il petrolio sale, aumentano i costi per le imprese e per le famiglie, e il mercato reagisce quasi sempre con cautela.Mercoledì è stata la giornata dei numeri sulla salute dell'economia: sono usciti i dati preliminari sull'attività di imprese e servizi (i cosiddetti indici PMI) di Eurozona, Regno Unito e Stati Uniti. Sono indicatori utili perché anticipano, con qualche settimana di vantaggio, come sta andando davvero l'economia: se il valore supera 50 punti, l'attività sta crescendo, se scende sotto quella soglia, sta rallentando. Un buon modo, per chi non è del mestiere, di capire in anticipo il clima economico senza aspettare i dati ufficiali sul Pil.Sul fronte delle aziende italiane, martedì 22 settembre Exor, la holding della famiglia Agnelli che controlla tra l'altro quote di Ferrari, Stellantis e Cnh, ha pubblicato i conti del primo semestre. Un appuntamento seguito con attenzione da chi ha in portafoglio questi titoli, perché offre una fotografia su come stanno andando le partecipazioni del gruppo.Ma è stata la parte finale della settimana a fare la differenza. Il clima si è disteso grazie a due appuntamenti diplomatici importanti: l'incontro tra gli Stati Uniti e i Paesi del Golfo e, soprattutto, il colloquio tra il presidente americano e quello cinese, su temi che vanno dal commercio ai dazi fino all'intelligenza artificiale. Le notizie di distensione hanno dato fiducia ai mercati, che venerdì hanno chiuso in rialzo. Il bilancio della settimana per Piazza Affari è così tornato positivo, con un guadagno intorno allo 0,6%, nonostante il passo falso di giovedì.Buone notizie anche per chi guarda ai titoli di Stato italiani: lo spread tra Btp e Bund tedesco è sceso sotto i 95 punti, un livello che segnala fiducia verso il nostro debito pubblico, con il rendimento del Btp decennale intorno al 4,55%. Proprio venerdì, tra l'altro, è caduta la data in cui Moody's aggiorna periodicamente il proprio giudizio sull'Italia: un appuntamento che vale la pena di tenere d'occhio nei prossimi giorni, perché un voto delle agenzie di rating può influenzare il costo con cui lo Stato si finanzia sui mercati.Il mio consiglio della settimanaLa lezione per chi risparmia è sempre la stessa: le notizie geopolitiche muovono i mercati più velocemente di qualsiasi dato economico, ma il loro effetto tende a essere di breve durata. Chi ha investimenti pensati per durare negli anni non deve rincorrere ogni titolo di giornale: meglio guardare con regolarità, ma senza ansia, come si muovono spread e rendimenti dei titoli di Stato, che restano un buon termometro della fiducia verso il nostro Paese. E quando un evento come la revisione di un rating è già segnato in agenda, tanto vale prepararsi con calma invece di farsi sorprendere.Alla prossima settimana !Questa “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionale di Roberto di Giovine Private Banker - IW Private Investments - Gruppo Intesa Sanpaolo.

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Mercati sotto esame: una settimana guidata dalle banche centraliLa settimana appena passata ha dato parecchio da fare a chi segue i mercati per lavoro o per diletto. In questa settimansi sono mosse insieme tre grandi banche centrali — la Federal Reserve, la Banca d'Inghilterra e la Banca del Giappone — e questo basta già a spiegare il nervosismo che si è visto in Borsa.Partiamo dall'inizio. Lunedì le Borse europee hanno aperto la settimana con il piede sbagliato: Piazza Affari ha perso l'1,68% in una sola seduta. Il motivo? Alcuni protagonisti del settore tecnologico hanno lasciato intendere che la corsa agli investimenti sull'intelligenza artificiale potrebbe rallentare, e questo ha messo in dubbio i guadagni attesi da chi ha puntato forte su quel comparto negli ultimi anni. Quando il tech tossisce, tutto il listino si raffredda: è successo anche a Milano.Il cuore della settimana, però, è stato mercoledì scorso, giorno della decisione della Fed. La banca centrale americana ha alzato i tassi di un quarto di punto, una mossa arrivata dopo un dato sull'inflazione core più alto delle attese. È una notizia che vale la pena spiegare bene ai lettori meno avvezzi: quando i prezzi salgono più del previsto, la banca centrale tende a rendere il denaro un po' più caro per raffreddare i consumi, anche se questo può frenare la crescita economica nel breve periodo. Non è una mossa che piace subito ai mercati azionari, ma serve a tenere sotto controllo il potere d'acquisto nel tempo.Giovedì è toccato alla Banca d'Inghilterra, che ha lasciato i tassi fermi nonostante un'inflazione britannica in leggera accelerazione, mentre venerdì la Banca del Giappone ha chiuso il cerchio con la sua decisione, in un clima ancora condizionato dalle tensioni in Medio Oriente. Proprio queste tensioni hanno spinto al rialzo il prezzo del petrolio nella prima parte della settimana, per poi far vedere un parziale ripiegamento verso venerdì, quando il Brent è tornato sotto i 103 dollari al barile.E l'oro? Ha fatto il suo mestiere di bene rifugio, guadagnando terreno in un contesto ancora incerto: chi cerca protezione quando le notizie sono contrastanti continua a trovarla lì.Guardando al bilancio della settimana, Piazza Affari ha recuperato parte del terreno perso ed è sostanzialmente stabile rispetto a sette giorni prima. Anche Wall Street ha chiuso la settimana con il segno più, segno che gli investitori americani non hanno letto la mossa della Fed come un campanello d'allarme, ma come una decisione già in parte prevista. Lo spread tra Btp e Bund è rimasto su livelli contenuti, poco sopra gli 87 punti base, a conferma che i titoli di stato italiani continuano a non destare particolari preoccupazioni.Un consiglio per chi risparmia?Settimane come questa ricordano una cosa semplice ma spesso dimenticata: le decisioni delle banche centrali non sono un esercizio per addetti ai lavori, influenzano direttamente il costo dei mutui, il rendimento dei conti deposito e il valore dei titoli in portafoglio. Chi ha un piano di accumulo o investimenti a lungo termine non deve farsi prendere dal panico per un lunedì storto come quello del 14 settembre: quello che conta è la direzione delle prossime settimane, non la singola seduta. Vale sempre la regola di base: diversificare, guardare all'orizzonte temporale dei propri obiettivi e non lasciarsi guidare dall'emotività quando i titoli dei giornali si fanno più allarmati del solito.Alla prossima settimana!Questa “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionale di Roberto di Giovine Private Banker - IW Private Investments - Gruppo Intesa Sanpaolo.

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La settimana dei mercati : petrolio, tassi e … un po’ di nervosismoCari lettori, eccomi di nuovo qui dopo la breve pausa di agosto. Riprendiamo il nostro appuntamento settimanale con i mercati finanziari, e lo facciamo in un momento tutt’altro che tranquillo: questa settimana di borsa è stata segnata da tensioni geopolitiche, prezzi dell’energia in salita e una Banca Centrale Europea che ha deciso di stringere ancora un po’ i cordoni della politica monetaria.Il petrolio torna a fare pauraIl fatto che ha dominato la settimana è la nuova escalation tra Stati Uniti e Iran. Gli attacchi alle petroliere e alle infrastrutture energetiche nel Golfo Persico hanno riportato il prezzo del petrolio sopra la soglia dei 100 dollari al barile, un livello che non si vedeva da fine luglio. Anche il gas naturale in Europa è tornato sui massimi degli ultimi tre anni. Non è una notizia da poco: quando l’energia costa di più, prima o poi lo sentiamo tutti, dalla bolletta al pieno di benzina, e la Banca Centrale deve tenerne conto quando decide sui tassi.La Bce alza ancora i tassiE infatti giovedì 10 settembre la Bce ha deciso un nuovo rialzo dei tassi di interesse di 25 punti base, il secondo del 2026 dopo quello di giugno. Da martedì prossimo il tasso sui depositi salirà al 2,50%. La banca centrale ha spiegato che l’economia europea sta reggendo meglio del previsto, ma che il conflitto in corso rende il quadro sull’inflazione più incerto, con il rischio che i prezzi salgano più delle attese proprio a causa del costo dell’energia. Per chi ha un mutuo a tasso variabile o pensa di chiederne uno, la notizia non è delle migliori: il costo del denaro resta alto. Chi invece tiene liquidità su conti deposito o titoli di Stato a breve scadenza può ancora contare su rendimenti interessanti.Piazza Affari, settimana in rossoCon questo scenario di sottofondo, le borse europee hanno chiuso la settimana in calo, e Milano non ha fatto eccezione: il Ftse Mib è sceso sotto quota 52 mila punti dopo aver toccato anche la soglia dei 51.400 nella seduta più difficile, quella di martedì 9, quando le vendite si sono fatte sentire su tutto il listino. A pesare di più sono stati i titoli legati alla difesa e ai trasporti, come Leonardo, Fincantieri e Poste Italiane, oltre alle banche, penalizzate dal rialzo dei rendimenti dei titoli di Stato. Sul fronte opposto, chi ha beneficiato del petrolio più caro è stata Eni, mentre Tim ha guadagnato terreno dopo il rilancio dell’offerta su Poste nel dossier telecomunicazioni.Attenzione anche ai titoli di Stato italianiUn altro numero da tenere d’occhio è quello dello spread, cioè la differenza di rendimento tra i nostri Btp e i Bund tedeschi: è salito fino a 85 punti, un livello che non si vedeva da tempo, con il rendimento del Btp decennale arrivato oltre il 4,25%. Non è un livello allarmante di per sé, ma il movimento va seguito, perché riflette il nervosismo generale sui mercati obbligazionari, alimentato anche da quello che succede sui Treasury americani.E ora cosa aspettarsiLa prossima settimana l’attenzione si sposterà sulla Federal Reserve americana, che si riunirà il 16 settembre per decidere sui tassi di interesse negli Stati Uniti, e sui prossimi sviluppi del conflitto in Medio Oriente, che resta la vera incognita per l’andamento del petrolio.Un consiglio per chi risparmiaIn settimane come questa, la tentazione di guardare il portafoglio ogni giorno e prendere decisioni di pancia è forte, ma è quasi sempre un errore. I mercati vivono di fasi di nervosismo, e chi ha costruito un portafoglio equilibrato, diversificato tra azioni, obbligazioni e liquidità, non ha bisogno di rincorrere ogni notizia. Semmai, momenti come questo sono utili per rivedere con calma la propria strategia: quanto siamo esposti ai rialzi dei tassi, quanto ai prezzi dell’energia, e se il nostro orizzonte temporale è coerente con le scelte fatte. La pazienza, in finanza, resta ancora l’arma migliore a disposizione del risparmiatore.Ci risentiamo la prossima settimana, buon week end!.Questa “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionale di Roberto di Giovine Private Banker - IW Private Investments - Gruppo Intesa Sanpaolo.

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Riflessioni …sotto l’ombrellone!Ci sono parole che sentiamo ogni giorno – inflazione, tassi, crescita – ma che spesso sembrano lontane dalla nostra vita. In realtà è proprio il contrario. L’economia entra nelle nostre giornate quando facciamo la spesa, paghiamo una bolletta, decidiamo se cambiare auto o pensiamo di accendere un mutuo.Una buona notizia c’è: l’inflazione sembra aver rallentato il passo. Tradotto in parole semplici, i prezzi continuano a salire, ma con meno velocità rispetto ai mesi scorsi. Questo, però, non significa che la spesa sia tornata leggera. Molte famiglie continuano a fare i conti con un costo della vita ancora elevato, soprattutto quando si parla di energia e servizi.Anche l’economia italiana continua a muoversi, senza grandi accelerazioni ma nemmeno con frenate preoccupanti. È una fase in cui la prudenza resta la parola d’ordine. Le famiglie fanno più attenzione alle spese, le aziende investono con maggiore cautela e tutti aspettano di capire quale direzione prenderanno i mercati nei prossimi mesi.Nel frattempo c’è un cambiamento che sta avanzando molto più velocemente di quanto immaginiamo: l’intelligenza artificiale. Non è più una tecnologia riservata alle grandi aziende. Sempre più piccole imprese la stanno utilizzando per risparmiare tempo, migliorare il servizio ai clienti e organizzare meglio il lavoro. Non sostituirà il valore delle persone, ma potrà diventare uno strumento utile per chi saprà imparare a usarla.E poi c’è il nostro territorio. Firenze continua ad attirare visitatori da tutto il mondo, e questo rappresenta una grande opportunità. La vera sfida, però, è fare in modo che questa ricchezza si traduca in benefici concreti per chi vive e lavora qui tutto l’anno, sostenendo commercio, artigianato e imprese locali.L’economia, in fondo, non è qualcosa che riguarda soltanto gli esperti o le sale della finanza. Riguarda tutti noi. Perché dietro ogni dato ci sono persone, famiglie, aziende e decisioni quotidiane. Capire cosa sta succedendo significa affrontare il futuro con maggiore consapevolezza, senza inutili allarmismi ma anche senza abbassare la guardia.L’estate è anche il momento giusto per rallentare, ricaricare le energie e guardare avanti con un po’ più di serenità. L’augurio è che queste settimane portino riposo, nuove idee e la fiducia necessaria per affrontare con ottimismo i mesi che verranno. Buona estate a tutti !Questa “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionale di Roberto di Giovine Private Banker - IW Private Investments - Gruppo Intesa Sanpaolo.

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Che settimana sui mercati! Tra il rialzo della Borsa di Milano e le mosse delle Banche CentraliEccoci al nostro consueto appuntamento settimanale in cui facciamo il punto sui risparmi e sul movimento dei mercati finanziari, guardando a cosa è successo nell'ultima settimana.A consultare i principali giornali economici italiani la sensazione generale è quella di un'estate tutt'altro che addormentata.Vediamo insieme i punti più importanti:1. Piazza Affari chiude in positivoNonostante il caldo estivo e le consuete oscillazioni, la Borsa di Milano (il nostro listino principale, il FTSE MIB) ha chiuso la settimana toccando quota 51.802 punti. Chi ha tirato la volata? Soprattutto gli istituti di credito e il settore bancario, sostenuti da bilanci solidi e buone prospettive di guadagno per la seconda metà dell'anno.Chi ha faticato di più? Alcuni titoli legati alle telecomunicazioni e alla tecnologia, che hanno vissuto qualche giornata di assestamento.Chi possiede un portafoglio ben bilanciato e diversificato ha visto una tenuta complessivamente rassicurante.2. Banche Centrali: il costo del denaro resta al centro dell'attenzioneIl grande evento settimanale è stata la riunione della Banca Centrale Europea (BCE).Gli amministratori della moneta unica hanno scelto di mantenere i tassi d'interesse invariati per il momento. Che cosa significa questo per le nostre tasche ?Per chi ha un mutuo: La stabilità dei tassi conferma che non ci sono strappi improvvisi all'insù, offrendo un clima di maggiore prevedibilità per i tassi variabili.Per chi risparmia: I rendimenti dei titoli di Stato italiani (come i BTP) continuano a offrire stabilità e un buon margine di protezione contro il carovita.3. Petrolio e materie prime: la stabilità che fa bene alle tascheSul fronte delle materie prime, il prezzo del greggio ha registrato fasi di oscillazione attorno ai 98-100 dollari al barile, per poi stabilizzarsi verso il fine settimana. Questo freno sui costi energetici è una notizia positiva sia per la spesa quotidiana delle famiglie sia per le imprese del nostro territorio, che vedono contenuta la spinta dell'inflazione (ovvero il rincaro generale dei prezzi).Il mio consiglio pratico della settimanaL'atteggiamento giusto: Il periodo estivo porta spesso volumi di scambio ridotti nelle borse, il che può amplificare i piccoli scossoni quotidiani. La regola d'oro rimane sempre la stessa: evitare di farsi guidare dall'emotività delle notizie del giorno, mantenere uno sguardo d'insieme a lungo termine e valorizzare la pianificazione e la protezione dei propri risparmi.Buon fine settimana !Questa “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionale di Roberto di Giovine Private Banker - IW Private Investments - Gruppo Intesa Sanpaolo.

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Soldi in cassaforte: come far fruttare i risparmi senza rischiare una fortunaCari lettori di FirenzeDintorni, quante volte vi siete chiesti cosa fare dei soldi che lasciate fermi sul conto corrente? Spesso li teniamo lì, "in sosta", pensando che sia la scelta più sicura. Eppure, con le cose che cambiano rapidamente nel mondo della finanza, lasciarli a dormire significa perdere un'opportunità.I movimenti dell'ultima settimana confermano uno scenario chiaro: i mercati scommettono che i tassi di interesse resteranno alti ancora per un po', e potrebbero addirittura salire di un altro mezzo punto entro la fine dell'anno. Per chi vuole proteggere i propri risparmi senza l'ansia delle montagne russe delle borse, questo è il momento ideale per guardarsi intorno e scegliere un buon "parcheggio" remunerativo.La sfida del rendimento: i titoli di Stato a breve termineSe mettiamo a confronto le varie opzioni per far fruttare la liquidità nei prossimi sei mesi, la medaglia d'oro va senza dubbio ai titoli di Stato a breve scadenza. Attualmente, i buoni del Tesoro italiani a sei mesi offrono un guadagno netto che si aggira intorno al 2,54%.Il vero vantaggio di questa scelta è la certezza: quando acquistate questi titoli, sapete già esattamente quanto incasserete il giorno della scadenza. Inoltre, c'è un grande alleato da non sottovalutare: il fisco. Lo Stato applica su questi guadagni una tassa agevolata del 12,5%, decisamente più leggera rispetto al 26% che viene applicato sulla maggior parte degli altri investimenti.Le alternative: fondi monetari e conti depositoPer chi cerca soluzioni altrettanto semplici e flessibili, esistono altre due strade molto battute in questo periodo:I fondi sui tassi a breve termine: Sono panieri gestiti che investono in titoli molto sicuri e garantiscono un rendimento che si adegua giorno per giorno alle decisioni delle banche centrali. Si muovono pochissimo e permettono di riavere indietro il proprio denaro in qualsiasi momento, rendendoli ottimi per chi non vuole vincoli di tempo.I conti deposito delle banche: Molti istituti offrono soluzioni interessanti per far fruttare i risparmi. Qui, però, bisogna fare attenzione alle regole: spesso, per avere un guadagno davvero alto, è necessario "vincolare" la somma, cioè impegnarsi a non toccarla per qualche mese o un anno. In ogni caso, per la vostra serenità, ricordate che i depositi fino a centomila euro sono protetti da un apposito fondo di tutela nazionale.Come muoversi con intelligenzaLa regola d'oro per i risparmiatori rimane sempre la stessa: pianificare in base alle proprie necessità quotidiane.Se sapete già che una determinata somma vi servirà a breve per una spesa imprevista o per un progetto familiare, orientatevi su strumenti liberi e immediatamente disponibili. Se invece potete permettervi di bloccare quel denaro per qualche mese, i titoli pubblici a brevissima scadenza rappresentano oggi la scelta più comoda, sicura e redditizia per far respirare il portafoglio.Continueremo a monitorare la situazione, traducendo i numeri dell'economia in consigli pratici per la vita di tutti i giorni.Buon fine settimana a tutti i lettori di FirenzeDintorni!Questa “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionale di Roberto di Giovine Private Banker - IW Private Investments - Gruppo Intesa Sanpaolo.

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Piccola guida pratica per tempi…. incerti!L’attuale scenario geopolitico internazionale tiene molti risparmiatori col fiato sospeso. Di fronte a mercati azionari nervosi e notizie preoccupanti, la tentazione più comune è quella di congelare tutto sul conto corrente. Si tratta però di una falsa sicurezza: l’inflazione continua a erodere il potere d’acquisto e l'immobilismo non è mai una vera strategia.Oggi, a differenza del passato, muoversi con prudenza è più semplice perché la liquidità è tornata a essere remunerata. Per superare questa fase di transizione in attesa di una maggiore stabilità, la regola d'oro è diversificare senza rincorrere guadagni facili.Vediamo insieme come riorganizzare le proprie risorse attraverso tre approcci molto semplici, differenziati in base alla propria tolleranza al rischio:I tre percorsi per il proprio portafoglio:1) L'approccio Prudente (Obiettivo: Protezione)Dedicato a chi non vuole rischiare nulla e cerca stabilità immediata. Oggi i titoli di Stato a breve termine e i fondi monetari offrono rendimenti interessanti con rischi minimi.La struttura: Circa il 60% del capitale viene protetto in strumenti monetari e scadenze brevi. Il resto viene distribuito in piccole quote su obbligazioni societarie sicure (cd. Corporate) e una piccolissima percentuale di azioni globali per non perdere del tutto il treno della crescita.2) L'approccio Bilanciato (Obiettivo: Equilibrio)Adatto a chi cerca di difendersi dall'inflazione accettando qualche piccola e calcolata oscillazione nel medio periodo.La struttura: La base sicura (liquidità e scadenze medio-brevi) copre poco meno della metà del portafoglio (circa 40-45%). La parte restante investe in obbligazioni aziendali e in un mix azionario diviso tra la spinta tecnologica dei mercati americani e la solidità dei settori più tradizionali (e protettivi) europei.3)L'approccio Dinamico (Obiettivo: Crescita)Pensato per chi guarda lontano e sa che le fasi di forte incertezza internazionale possono trasformarsi in ottime finestre d'ingresso per investire a prezzi scontati.La struttura: La liquidità di sicurezza si riduce al minimo (10%). Il motore principale diventa il mercato azionario (oltre il 50%), focalizzato sui leader dell'innovazione e del digitale negli Stati Uniti, ma ben bilanciato da quote in Europa e mercati emergenti. A fare da scudo contro le crisi geopolitiche ci pensano l'oro e le obbligazioni di massima qualità.Il mio consiglio è che prima di spostare anche solo un euro, fate un bilancio delle vostre scadenze personali. I soldi che potrebbero servirvi nei prossimi 18 mesi devono restare blindati in strumenti sicuri a breve termine. Sui mercati va posizionata solo quella parte di patrimonio che potete permettervi di non toccare per un bel po' di tempo.Buon fine settimana!Questa “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionale di Roberto di Giovine Private Banker - IW Private Investments - Gruppo Intesa Sanpaolo.

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La settimana d’oro della borsa: Milano corre, ma il lusso frenaCari lettori di FirenzeDintorni, prendiamoci un momento di pausa per dare uno sguardo a cosa è successo nel mondo dei soldi e degli investimenti in questa prima settimana d'estate,Spesso la finanza sembra una materia fredda, piena di paroloni incomprensibili, ma le notizie di questi giorni meritano di essere raccontate in modo semplice, come faremmo davanti a un buon caffè.Il bilancio finale è decisamente positivo: la borsa di Milano ha messo le ali, regalando un'ottima chiusura d'ottava a chi ha piccoli o grandi risparmi investiti.Un balzo in avanti di oltre il tre per centoI dati ufficiali e le ultime analisi di mercato mostrano che il listino milanese, proprio a cavallo tra la fine di giugno e i primi giorni di luglio, ha vissuto giornate di forti rialzi complessivi. L'indice principale della nostra borsa ha messo a segno un guadagno dell'ottava pari al *3,03%*, fermandosi sopra quota 52.800 punti.Cosa significa per noi? Significa che le grandi aziende italiane ed europee godono di buona salute e che gli investitori stanno ritrovando fiducia nel nostro sistema economico.Le ultime battute degli scambi di venerdì hanno risentito della festività americana del 4 luglio, che tiene ferme le borse di oltreoceano. Senza la spinta di New York, Milano ha comunque tenuto ottimamente la posizione, chiudendo la settimana con un ulteriore passo avanti dello 0,75% nell'ultima seduta utile.Cosa sta spingendo questa ripresa?A dare benzina ai mercati in questa manciata di giorni sono stati soprattutto due fattori economici concreti:* *Il risveglio dell'economia di casa nostra:* I dati sulle attività reali italiane emersi a fine giugno mostrano che le vendite nei negozi sono andate meglio del previsto e che i comparti legati ai servizi (come il turismo, i ristoranti e i trasporti) stanno correndo grazie alla forte domanda interna di inizio stagione.* *La speranza sui tassi d'interesse:* Alcuni dati sull'occupazione arrivati dall'America, risultati meno brillanti del previsto proprio in questi giorni, fanno sperare che le banche centrali possano finalmente decidere di abbassare il costo del denaro in modo più deciso, alleggerendo la pressione su famiglie e imprese.Banche e motori sugli scudi, frenata per la modaSe il listino generale sorride grazie alla grande spinta delle banche e del settore delle moto (con l'ottima prestazione della toscana Piaggio sul finale di settimana), lo stesso non si può dire per il comparto del lusso, che ha vissuto giornate più complesse.Proprio a cavallo tra la fine di giugno e i primi giorni di luglio, la nostra *Salvatore Ferragamo* ha dovuto fare i conti con una scivolata sul listino, legata al momento di prudenza che sta attraversando l'intero settore dell'alta moda a livello europeo. Nonostante un accenno di recupero nell'ultima seduta di venerdì, il bilancio settimanale della storica casa fiorentina rimane in territorio negativo, risentendo del brusco calo di inizio mese che ha visto le azioni scendere sotto la soglia degli undici euro.Un pizzico di prudenza non guasta maiPer dovere di cronaca e per mantenere lo sguardo attento che ci contraddistingue, va segnalata un'unica nota di cautela emersa in questi primi giorni di luglio. Si è allargata leggermente la forbice di rendimento tra i nostri titoli di Stato a dieci anni e quelli della Germania (il termometro che misura l'affidabilità del nostro debito pubblico). Il rendimento delle nostre cedole decennali è salito di poco sopra il *3,7%*, un elemento da monitorare, legato principalmente alle recenti tensioni politiche ed elettorali dei nostri vicini francesi.Il periodo si chiude con il segno più e con un'ottima boccata d'ossigeno per i portafogli dei risparmiatori.Questa “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionale di Roberto di Giovine Private Banker - IW Private Investments - Gruppo Intesa Sanpaolo.

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L'ultima settimana è stata caratterizzata da un cambio di passo nei listini globali. Se le settimane precedenti avevano visto un rally guidato da distensioni geopolitiche (come la bozza di accordo USA-Iran che ha fatto riaprire lo Stretto di Hormuz e crollare il petrolio WTI sotto i 70 dollari), gli ultimi giorni hanno imposto una sosta di riflessione improntata alla prudenza.Il "Malaise" Tecnologico: Dopo mesi di corsa inarrestabile legata all'Intelligenza Artificiale, i mercati americani ed europei hanno mostrato segni di stanchezza sui titoli tech. I timori legati alla sostenibilità dei massicci investimenti infrastrutturali e il rinvio di alcune attese IPO nel settore hanno frenato il Nasdaq e impattato colossi dei semiconduttori come STM anche a Piazza Affari.La mossa della Federal Reserve: I mercati stanno metabolizzando la svolta impressa dal nuovo corso di Kevin Warsh alla guida della Fed. L'abbandono della forward guidance e un chiaro orientamento verso la stabilità dei prezzi segnalano che i tassi d'interesse potrebbero rimanere elevati più a lungo (con lo spettro di un ritocco all'insù a settembre), irrigidendo i rendimenti sulla parte breve della curva governativa americana.Piazza Affari e l'Europa: Il FTSE Mib, dopo aver toccato i massimi storici a un passo dai 52.000 punti, ha subito prese di beneficio nell'ultima seduta della settimana, chiudendo in flessione intorno all'1%. A pesare sul listino milanese sono stati i titoli energetici (Eni e Saipem penalizzate dal calo del greggio) e vendite diffuse sul comparto bancario. Nota di stabilità per lo spread BTP-Bund, che si consolida stabilmente sotto la soglia psicologica dei 70 punti base, con il decennale italiano fermo in area 3,6%.La situazione attualeSiamo di fronte a una fase di transizione e riequilibrio. Non si tratta di un'inversione strutturale del trend rialzista del 2026, ma di una rotazione settoriale: il denaro sta uscendo dai titoli tecnologici a multipli elevati per rifugiarsi in settori più difensivi, industriali o value (come dimostrano i recenti spunti su farmaceutici e utility). L'inflazione globale si sta muovendo in modo asimmetrico, costringendo le banche centrali alla massima cautela, mentre asset storicamente protettivi come l'oro si mantengono tonici, stabilizzandosi sopra i 4.100 dollari l'oncia.Consiglio ai lettori di FirenzeDintorni: La Strategia della Prudenza Dinamica In un contesto dove la volatilità di breve termine è destinata a rimanere strutturale, la parola chiave per il risparmiatore deve essere gestione del rischio. Questi i miei tre punti essenzialNon rincorrere i comparti che hanno corso troppo negli ultimi mesi. Le correzioni del settore tech di questi giorni dimostrano che l'esposizione sui megatrend deve essere calibrata e progressiva.Valorizzare la componente Governativa a breve/medio termine: Con tassi reali che restano interessanti, le recenti emissioni del MEF (come i BTP a cedola fissa o i titoli indicizzati) e la liquidità remunerata offrono un ottimo cuscinetto di protezione per il potere d'acquisto, senza esporsi a eccessivi rischi di duration.Diversificazione e Accumulo graduale: Per la quota azionaria, la prudenza suggerisce di prediligere strategie di accumulo (PAC) su indici globali ben diversificati, capaci di assorbire i ritracciamenti estivi sfruttandoli come occasioni di acquisto a sconto.Questa “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionale di Roberto di Giovine Private Banker - IW Private Investments - Gruppo Intesa Sanpaolo.

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Mercati e tregua USA-Iran: il grande sospiro di sollievo e la bussola della prudenzaLa settimana ha regalato ai mercati finanziari una boccata d'ossigeno che mancava da mesi. L'annuncio del Memorandum d’Intesa tra Washington e Teheran ha bruscamente frenato i venti di guerra nel Golfo Persico, innescando un immediato effetto domino sulle borse e sulle materie prime.Per i piccoli risparmiatori, tuttavia, l’imperativo non è l'entusiasmo cieco, ma la massima consapevolezza. Analizziamo i fatti, le prospettive e le regole per proteggersi.I fatti e i riflessi immediatiL'accordo preliminare ha sgonfiato la speculazione geopolitica con tre effetti speculari:- Il crollo del petrolio: Il Brent, che con il blocco dello Stretto di Hormuz era volato oltre i 126 dollari, è bruscamente rientrato sotto gli 80-83 dollari al barile sulla prospettiva della riapertura del canale logistico.- Il rally delle Borse: I listini globali hanno festeggiato per quasi tutta la settimana, con balzi significativi dei tecnologici americani e picchi storici sui mercati asiatici.- Il richiamo alla realtà: Ieri si è visto un parziale rallentamento, complice la temporanea sospensione dei colloqui in Svizzera e i messaggi rigorosi della Federal Reserve guidata da Kevin Warsh, che ha confermato tassi d'interesse stabili ma alti (3,50%-3,75%), ricordando che l'inflazione resta la priorità delle banche centrali.Le prospettive: una finestra di 60 giorniLa tregua apre una finestra negoziale di due mesi. Le attese sono positive ma vincolate alla cautela: prima di vedere un flusso regolare di petroliere a pieno regime serviranno sminamenti navali e la definizione delle coperture assicurative sui noli. La strada diplomatica (nucleare iraniano e sanzioni) sarà complessa e inevitabilmente segnata da "stop-and-go" mediatici che genereranno nuova volatilità a breve termine.La bussola per il risparmiatore: Prudenza e ConsapevolezzaIn contesti simili, l'emotività è il peggior nemico del portafoglio. Ecco i miei spunti di riflessione:1. Evitare l'inseguimento dei rialzi: Comprare azioni sull'onda dell'entusiasmo della settimana (la cosiddetta sindrome del "perdere il treno") espone al rischio di correzioni repentine. La tregua è politica e, per sua natura, reversibile soprattutto se c’è Trump.2. Sfruttare il calo energetico, ma con tempismo: La discesa del petrolio e il calo del gas europeo (in area 40-42 €/MWh) alleggeriranno i costi energetici. Monitorate le vostre utenze domestiche: potrebbe essere il momento di valutare tariffe a prezzo fisso prima che le incertezze dell'autunno tornino a farsi sentire.3. La sicurezza del reddito fisso: Con le banche centrali che non hanno fretta di tagliare i tassi d'interesse, gli strumenti di liquidità remunerata e i titoli di Stato a breve termine restano l'ancora di salvezza ideale. Offrono rendimenti competitivi senza esporre il capitale ai fluttuanti umori della geopolitica.Ultimo consiglio: La geopolitica concede tregue, la finanza mantiene le sue regole. Diversificazione e piedi di piombo rimangono le migliori polizze assicurative per i vostri risparmiQuesta “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionaledi Roberto di Giovine Private Banker - IW Private Investments - Gruppo Intesa Sanpaolo.

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Questa settimana rimarrà impressa nei manuali finanziari come il momento in cui i mercati hanno dovuto bilanciare due forze opposte: la dura realtà della politica monetaria tradizionale e l'euforia quasi fantascientifica del settore tecnologico.Da un lato, la Banca Centrale Europea ha spento gli entusiasmi sull'allentamento del costo del denaro; dall'altro, Wall Street ha celebrato lo sbarco in borsa più colossale di sempre.BCE: Il "Rialzo di Credibilità" che scuote l'EurozonaGiovedì 11 giugno, la BCE ha rotto gli indugi. Con l'inflazione dell'Eurozona che ha rialzato la testa (spinta soprattutto dai rincari persistenti dell'energia), il Consiglio Direttivo ha deliberato un aumento dei tre tassi di riferimento di 25 punti base.Tasso sui depositi: sale al 2,25%L'impatto sui mercati: Nonostante i rialzi dei tassi solitamente deprimano l'azionario, le borse europee hanno reagito con maturità (il FTSE Mib ha sfiorato un progresso del 2% subito dopo l'annuncio). Questo perché la mossa era stata ampiamente prezzata nei giorni precedenti e viene vista come un un aumento necessario per evitare che l'inflazione si strutturi nei salari. Ne beneficiano i titoli bancari, mentre tremano i mutuatari: l'Euribor a 3 mesi si sta muovendo rapidamente verso l'area del 2,5%.SpaceX: Il debutto da 1,78 bilioni di dollari che riscrive la storiaMentre Francoforte stringeva i freni, ieri il Nasdaq ha vissuto una giornata storica con la quotazione ufficiale di SpaceX. L'azienda aerospaziale di Elon Musk è sbarcata sul listino pubblico a un prezzo fisso di 135 dollari per azione, puntando a una valutazione complessiva di 1,78 mila miliardi di dollari (1.78 trillion).Il mercato si trova ora spaccato in due nell'analizzare questa gigantesca IPO:- I Toro (Bull): Scommettono sulla dominanza assoluta della flotta Starlink (che ha superato i 12 milioni di abbonati), sulla leadership nei lanci commerciali e sulla conversione delle infrastrutture orbitali in giganteschi data center per l'Intelligenza Artificiale. Banche come Morgan Stanley stimano ricavi potenziali a 3,4 bilioni entro il 2040.- I Orso (Bear) e gli Analisti: Case come Morningstar predicano estrema prudenza, definendo il titolo "significativamente sopravvalutato" sulla base dei fondamentali attuali. SpaceX ha chiuso il 2025 con ricavi in crescita del 33% (18,7 miliardi), ma registrando comunque una perdita netta di 4,9 miliardi di dollari. Chi compra oggi a 92 volte il fatturato dell'anno scorso sta comprando una scommessa sul futuro, non la realtà presente.Il quadro macroeconomico La settimana si chiude con un forte contrasto geografico e settoriale. L'Europa si muove con cautela all'interno di uno scenario di crescita moderata (le stime BCE vedono il PIL Eurozona allo 0,8% per il 2026), penalizzata dal costo del credito. Gli Stati Uniti, al contrario, continuano a dimostrare una straordinaria capacità di catalizzare liquidità sui grandi "moonshot" tecnologici, ignorando i dati macro complessi (come i prezzi alla produzione USA saliti a maggio) pur di salire a bordo della nuova corsa allo spazio e all'AI.Questa “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionale di Roberto di Giovine Private Banker - IW Private Investments - Gruppo Intesa Sanpaolo.

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MERCATI: LA SETTIMANA SI APRE TRA INFLAZIONE, BANCHE CENTRALI E INTELLIGENZA ARTIFICIALEQuesta settimana finanziaria si apre con gli investitori concentrati sui temi principali: inflazione, tassi d’interesse e tecnologia.Dopo settimane caratterizzate da una forte corsa dei titoli legati all’intelligenza artificiale, i mercati stanno cercando di capire se le valutazioni raggiunte siano ancora sostenibili oppure se sia arrivato il momento di una pausa. Non si parla di una vera e propria bolla, ma di un settore che continua a generare entusiasmo e, allo stesso tempo, una certa prudenza tra gli operatori.Sul fronte macroeconomico, l’attenzione è rivolta soprattutto ai dati sull’inflazione negli Stati Uniti. Se i prezzi continueranno a crescere più del previsto, la Federal Reserve potrebbe mantenere una linea rigida sui tassi d’interesse. In altre parole, il costo del denaro potrebbe restare elevato più a lungo, un fattore che generalmente non piace ai mercati azionari.Anche in Europa la settimana sarà particolarmente importante. L’inflazione dell’Eurozona è tornata a salire e ciò rafforza l’ipotesi che la Banca Centrale Europea mantenga un atteggiamento prudente. Gli investitori attendono indicazioni sul futuro dei tassi, consapevoli che una politica monetaria più severa può rallentare la crescita economica ma allo stesso tempo aiutare a contenere i prezzi.Un altro elemento da monitorare riguarda il settore energetico. Le tensioni geopolitiche e il prezzo del petrolio continuano a rappresentare una variabile importante. Un aumento dei costi energetici rischierebbe infatti di alimentare nuove pressioni inflazionistiche sia negli Stati Uniti sia in Europa.Nel complesso, l’apertura di lunedì potrebbe essere caratterizzata da un atteggiamento attendista. I mercati arrivano da mesi molto positivi, ma gli investitori sembrano meno propensi ad assumere nuovi rischi prima di conoscere i dati economici più importanti della settimana.Quindi “prudenza”!. La direzione dei mercati nei prossimi giorni dipenderà soprattutto dalle indicazioni che arriveranno da inflazione, banche centrali e andamento dell’economia globale.Questa “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionale di Roberto di Giovine Private Banker - IW Private Investments - Gruppo Intesa Sanpaolo.

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Mercati: maggio si chiude con il sorrisoMaggio è stato un mese molto positivo per i mercati finanziari. Nonostante le tensioni geopolitiche e un’inflazione che resta sotto osservazione, gli investitori hanno continuato a guardare con fiducia al futuro.A trainare la crescita sono stati soprattutto i settori legati all’innovazione tecnologica e all’intelligenza artificiale, che continuano ad attirare capitali e interesse. Anche Piazza Affari ha partecipato al rialzo: l’indice principale della Borsa italiana ha guadagnato circa il 5% nel mese, tornando su livelli che non si vedevano da oltre vent’anni.Tra i titoli italiani si sono distinti soprattutto quelli legati alla tecnologia e all’industria avanzata, mentre alcuni comparti più tradizionali hanno mostrato maggiore debolezza.Anche il mercato obbligazionario ha registrato un andamento favorevole, seppur con movimenti più contenuti rispetto alle azioni. I rendimenti dei titoli di Stato sono leggermente scesi, segnale di una maggiore stabilità percepita dagli investitori.Resta però il tema dell’inflazione. In Europa i prezzi continuano a crescere a un ritmo superiore all’obiettivo della Banca Centrale Europea, che potrebbe quindi decidere di aumentare ancora i tassi d’interesse nei prossimi mesi. Una scelta che mira a contenere l’aumento dei prezzi, ma che potrebbe rallentare la crescita economica.Nel complesso, il clima sui mercati rimane costruttivo. Molti analisti ritengono che il trend positivo possa proseguire, anche se non sono da escludere fasi di volatilità dopo i forti rialzi registrati negli ultimi mesi. La liquidità resta elevata e gli investitori continuano a mostrare una buona propensione al rischio.Maggio ha confermato una tendenza positiva per i mercati finanziari: azioni in crescita, obbligazioni più stabili e attenzione sempre alta all’evoluzione dell’inflazione e delle decisioni delle banche centrali. Un contesto che invita all’ottimismo, senza però dimenticare la prudenza.Questa “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionaledi Roberto di Giovine Private Banker - IW Private Investments - Gruppo Intesa Sanpaolo.

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La settimana finanziaria che si apre avrà un tema dominante: la geopolitica.I mercati guarderanno soprattutto ai negoziati tra Stati Uniti e Iran, da cui potrebbe dipendere non solo l’andamento del petrolio, ma anche il clima generale delle Borse.Secondo le indiscrezioni diplomatiche, le parti sarebbero vicine a una tregua formalizzata in una “Dichiarazione di Islamabad”, un primo passo verso un accordo più ampio. I prossimi colloqui potrebbero tenersi il 5 giugno.Per i mercati è un passaggio importante, perché in questa fase il petrolio è diventato il vero termometro della tensione internazionale.Nelle ultime sedute il greggio ha continuato a salire sopra i 100 dollari al barile. E qui si gioca una parte decisiva della settimana: se i negoziati dovessero complicarsi, il petrolio potrebbe spingersi verso i 110-115 dollari, aumentando i timori per inflazione e crescita economica. Se invece arrivassero segnali di distensione, le quotazioni potrebbero ridiscendere sotto i 90 dollari, favorendo un nuovo allungo dei mercati azionari.Piazza Affari arriva a questo appuntamento in una posizione di forza, vicina ai 50mila punti, sostenuta soprattutto da banche, energia e difesa. Tuttavia il mercato appare più sensibile rispetto ai mesi scorsi: oggi bastano poche notizie negative sul fronte geopolitico o energetico per aumentare rapidamente la volatilità.Oltre alla politica internazionale, l’altra grande bussola della settimana sarà l’inflazione. Negli Stati Uniti verrà pubblicato l’indice PCE, il dato più osservato dalla Federal Reserve per valutare l’andamento dei prezzi. In Europa, invece, arriveranno i dati preliminari dell’inflazione delle principali economie dell’Eurozona.Gli investitori cercheranno di capire soprattutto una cosa: l’inflazione sta davvero rallentando oppure il rialzo del petrolio rischia di riaccendere le pressioni sui prezzi?Da questa risposta dipenderanno anche le prossime mosse delle banche centrali. Il mercato ormai considera quasi certo un nuovo rialzo dei tassi da parte della BCE, ma molto dipenderà dai dati dei prossimi giorni e dai toni dei banchieri centrali europei.Attenzione anche alla fiducia dei consumatori americani, che offrirà un’indicazione utile su quanto il caro energia stia iniziando a pesare sulle famiglie. In Giappone, invece, l’inflazione continua a restare più contenuta rispetto all’Occidente, elemento che potrebbe permettere alla banca centrale giapponese di mantenere una linea più prudente sui tassi.Sul fronte azionario, resteranno osservati speciali due settori. Da una parte l’energia, naturalmente legata all’andamento del petrolio; dall’altra il comparto tecnologico americano, che continua a beneficiare dell’entusiasmo per l’intelligenza artificiale. Wall Street resta vicina ai massimi storici grazie alla corsa dei titoli legati all’AI, ma le valutazioni iniziano a essere molto elevate e il mercato potrebbe diventare più selettivo.Qundi un invito a seguire con attenzione alla settimana che entra e che sarà guidata soprattutto da petrolio, inflazione e geopolitica. Lo scenario resta costruttivo, ma con un equilibrio fragile: se le tensioni internazionali si allenteranno, i mercati potrebbero continuare a salire. In caso contrario, la volatilità potrebbe tornare rapidamente protagonista.Questa “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionaledi Roberto di Giovine Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking

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Come comportarsi quando si ha una solida base di investimenti azionari globali e una preoccupazione che accomuna molti risparmiatori in questa fase di mercato: l'inflazione. Prima di variare l’asset allocation inserendo titoli protettivi, si pone la domanda più corretta: come funzionano davvero questi strumenti?Dare delle percentuali esatte senza conoscere gli obiettivi e quanto si è disposto a rischiare sarebbe poco serio. Però, una cosa è certa: la preoccupazione per l’inflazione è super fondata. Tra tensioni in Medio Oriente e shock sui prezzi, gli esperti dicono che l'inflazione picchierà duro almeno fino al 2027.Quindi, proteggersi ha assolutamente senso.Se cerchiamo strumenti fiscalmente vantaggiosi (tassati al 12,5% e senza tasse di successione), guardiamo ai titoli di Stato italiani legati all'inflazione. Ce ne sono due, e si comportano in modo diverso:1. BTP Italia vs BTP€i: Qual è la differenza?* BTP Italia: Segue l'inflazione italiana. È pensato per i piccoli risparmiatori perché è molto semplice: paga la rivalutazione ogni sei mesi insieme alla cedola. Le scadenze sono medie.* BTP€i: Segue l'inflazione europea. Le scadenze sono spesso molto lunghe e la rivalutazione non la vediamo subito: viene data tutta insieme alla fine, quando il titolo scade. C'è un piccolo trucco tecnico: se lo vendi almeno due mesi prima della scadenza, puoi usare quella rivalutazione per compensare vecchie perdite (minusvalenze).2. Occhio alla trappola degli ETF "Inflation-Linked"Si potrebbe pensare: "Compro un ETF che replica l'inflazione globale così diversifico, facile no?".Attenzione, perché qui c'è l'inganno. Questi ETF contengono spesso titoli con scadenze lunghissime (anche oltre gli 8 anni). Quando le banche centrali alzano i tassi per combattere l'inflazione, i titoli a lungo termine crollano di prezzo. Nel 2022 è successo proprio questo: c'era tanta inflazione, ma chi aveva questi ETF ci ha perso un sacco di soldi perché l'aumento dei tassi ha letteralmente "mangiato" la protezione dall'inflazione.In conclusione: come muoversi?Se l’obiettivo è proteggersi nel breve termine e non ci si vuole complicare troppo la vita con tecnicismi, uno strumento come il BTP Italia è decisamente più gestibile e immediato rispetto a un ETF globale o a un BTP€i a lunghissima scadenza. Dà la cedola semestrale, vediamo subito i frutti dell'inflazione e balla meno sul mercato.Questa “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionaledi Roberto di Giovine Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking

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Cari lettori di FirenzeDintorni, avrete notato che ultimamente fare la spesa o pagare le bollette scotta un po’ di più. L’inflazione, quella "tassa invisibile" che mangia il valore dei nostri soldi, è tornata a farsi sentire, arrivando a toccare il 3% ad aprile nell'Eurozona.Ma cosa significa per noi e per i nostri piccoli o grandi risparmi? Ecco i punti chiave per non farsi trovare impreparati:1. Lasciare i soldi "sotto il mattone" non conviene piùTenere troppa liquidità ferma sul conto corrente oggi è un rischio: con l'aumento dei prezzi, quei soldi compreranno sempre meno cose tra un anno. È il momento di guardarsi intorno.2. Occhio ai tassi d'interesseSi sente parlare spesso della BCE (la Banca Centrale Europea). In sintesi: i tassi potrebbero restare alti o salire ancora un po' per frenare l'inflazione. Questo rende la vita difficile a chi ha molti debiti. Per questo, gli esperti suggeriscono di investire in aziende solide, che hanno pochi debiti e che sono capaci di gestire l'aumento dei costi senza affondare.3. Quali sono i settori "giusti"?Non tutto il mercato soffre allo stesso modo.Al momento, sembrano promettenti:* Infrastrutture e Industria: aziende che puntano su intelligenza artificiale e digitale per produrre meglio.* Energia: società che sanno gestire bene la scarsità di forniture.* Titoli a breve scadenza: meglio non vincolare i soldi per troppi anni in un unico investimento, così da poter cambiare rotta se i tassi salgono ancora.4. Una curiosità: cosa ha reso di più in passato?E ‘ giusto ricordare che, storicamente (dal 1965 a oggi), le Azioni sono state l'investimento più redditizio (oltre il 10%), seguite dall'Oro e dai Bond aziendali. Il caro vecchio contante ("Cash") chiude la fila: è il porto sicuro che però rende meno di tutti.In conclusione: la parola d'ordine è "selettività".Non bisogna aver paura, ma bisogna scegliere con cura dove mettere i propri risparmi, privilegiando la qualità e la solidità. Chiamate il Vostro Consulente e rivedete insieme il Vostro portafoglio e la strategia in essere.Buon fine settimana!Questa “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionaledi Roberto di Giovine Iw Private Investments -Private Banker - Gruppo Intesa Sanpaolo

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Occhi puntati sulle borse: cosa sta succedendo nel mondo e come ci tocca da vicinoSettimana movimentata sui mercati finanziari, e c'è un po' di tensione nell'aria. Se vi state chiedendo come mai i mercati sono un po' "nervosi", eccovi una sintesi semplice di quello che sta succedendo, dai grandi equilibri internazionali ai risultati delle aziende.1. Il petrolio e lo spettro del conflittoLa situazione tra Stati Uniti e Iran resta bloccata. Questo stallo tiene i prezzi del petrolio alti, il che non aiuta l'umore delle borse. L'incertezza geopolitica continua a pesare, facendo temere agli investitori che la soluzione del conflitto non sia così vicina come sperato.2. I colossi americani e la sfida dell'Intelligenza ArtificialeLe grandi aziende tecnologiche (Google, Amazon, Meta, Microsoft) continuano a macinare profitti record, trainate soprattutto dall'esplosione dell'Intelligenza Artificiale. Stanno investendo tantissimo, ma i dubbi restano: questo boom dell'IA sarà sostenibile nel tempo o è un fuoco di paglia?3. E le banche centrali?La FED (la banca centrale americana) ha deciso di mantenere i tassi stabili per ora, dando priorità alla lotta contro l'inflazione rispetto alla crescita economica. In pratica, vogliono essere sicuri che i prezzi smettano di salire prima di allentare la presa.Cosa ci aspetta?La prossima settimana, un dato importante da tenere d'occhio saranno le misure della BCE sull'inflazione perdurante.Capiremo meglio come l'aumento dei costi energetici stia impattando concretamente sulle tasche e sull'economia.Questa “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionale.di Roberto di Giovine Iw Private Investments -Private Banker - Gruppo Intesa Sanpaolo

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Facciamo un punto sui mercati finanziari?Il quadro economico di queste settimane si muove tra segnali incoraggianti e diverse incertezze, che rendono difficile capire quale sarà davvero la direzione dei mercati nei prossimi mesi.Da un lato, la proroga del cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran rappresenta senza dubbio una buona notizia. Riduce le tensioni e allontana, almeno per ora, il rischio di un’escalation. Tuttavia, non esiste ancora una soluzione definitiva e le trattative restano complesse. I mercati finanziari riflettono bene questa situazione: restano prudenti, ma allo stesso tempo si mantengono su livelli elevati, come se già scommettessero su una pace duratura. Una fiducia che, al momento, potrebbe essere un po’ prematura.Nel frattempo, l’attenzione degli investitori si è spostata sui risultati delle aziende. In Svizzera emergono segnali contrastanti. Alcuni grandi gruppi mostrano risultati solidi e superiori alle attese, mentre altri devono fare i conti con difficoltà legate soprattutto al cambio valutario e al rallentamento di alcuni mercati internazionali, come quello cinese. In generale, le imprese esportatrici soffrono per l’apprezzamento della valuta, che rende i loro prodotti meno competitivi all’estero.Negli Stati Uniti, i dati sui consumi sembrano indicare un’economia ancora in buona salute. Le vendite al dettaglio sono cresciute, ma questo dato va letto con cautela: l’aumento è in gran parte dovuto al rincaro dei carburanti. In altre parole, le famiglie stanno spendendo di più non perché consumano di più, ma perché tutto costa di più. Questo significa che il peso dell’energia continua a incidere sui bilanci domestici.Un altro segnale interessante arriva dal settore della difesa. Le aziende che producono armamenti continuano a registrare ordini elevati e risultati positivi, grazie alle tensioni internazionali. Eppure, in Borsa i loro titoli non brillano. Il motivo è semplice: gli investitori guardano avanti e le previsioni di crescita non appaiono così forti come ci si potrebbe aspettare.A sostenere i mercati azionari americani sono soprattutto i grandi gruppi tecnologici, che continuano a trainare gli indici. La recente ripresa è stata infatti guidata da poche grandi aziende, segno di una crescita non del tutto equilibrata e quindi potenzialmente più fragile.Infine, un cambiamento importante riguarda uno dei colossi della tecnologia mondiale: dopo molti anni alla guida dell’azienda, il suo amministratore delegato lascerà il ruolo operativo per passare alla presidenza. Si apre così una nuova fase, con la sfida di continuare a crescere puntando in particolare sull’innovazione e sull’intelligenza artificiale.In sintesi, il contesto resta complesso: tra segnali positivi e rischi ancora presenti, i mercati sembrano guardare al futuro con ottimismo, ma senza certezze solide su cui basarsi.Questa “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionale.di Roberto di Giovine Iw Private Investments -Private Banker - Gruppo Intesa Sanpaolo

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L'analisi dell'esperto per capire come si muovono i mercati

L’agenda del risparmiatore: cosa succede sui mercati questa settimana?Cari lettori di FirenzeDintorni, bentornati al nostro consueto punto sulla finanza.Iniziamo la prossima settimana con un clima decisamente frizzante: sui mercati finanziari, infatti, a dominare è sempre l’incertezza.1. Perché c'è agitazione sui mercati?A tenere banco è lo scenario internazionale, in particolare le tensioni legate all'Iran e alla gestione della politica estera americana da parte del presidente Trump. Questa situazione sta alimentando la volatilità, ovvero quei continui sbalzi che rendono nervosi gli investitori. Per questo motivo, i grandi esperti di finanza hanno deciso di adottare una linea prudente e "neutrale", preferendo puntare su settori più difensivi, come le utility (luce, gas, acqua), che tendono a essere più stabili anche quando l'economia balla.2. Lunedì 20 aprile: è il "Dividend Day"Per chi investe, questo lunedì è un appuntamento da segnare in rosso sul calendario. Molte società italiane quotate sul listino principale (il Ftse Mib) staccano infatti la cedola, distribuendo quindi i dividendi agli azionisti. Tra i nomi più attesi troviamo Unicredit, Banco Bpm, Campari, Ferrari, Mediobanca e Banca Mediolanum. Segnaliamo anche Iveco, che ha approvato una distribuzione straordinaria di oltre 5 euro per azione. Insomma, una giornata di "pioggia" di dividendi che fa sempre piacere a chi ha investito in queste aziende.3. Occhio alle date per i titoli di StatoSe invece preferite la prudenza dei titoli di Stato, tenete d'occhio la fine del mese. Il 24 aprile il MEF metterà all'asta i Btp Short Term e i Btp€i (i titoli legati all'inflazione europea).Pochi giorni dopo, il 28 aprile, sarà il turno dei Bot a sei mesi.È un buon momento per chi cerca soluzioni di investimento più tradizionali e a rischio contenuto per gestire la propria liquidità.Questa “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionale.di Roberto di Giovine Iw Private Investments -Private Banker - Gruppo Intesa Sanpaolo

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Consigli sul come orientarsi nell’economia di oggiNegli ultimi mesi, la situazione economica e finanziaria continua a presentare elementi di incertezza. Dopo una fase di forte aumento dei prezzi negli anni passati, oggi l’inflazione appare più contenuta, ma il costo della vita resta elevato e i mercati si muovono con cautela.A questo quadro si aggiungono le tensioni internazionali, in particolare il confronto tra Israele, Stati Uniti e Iran, che contribuisce a mantenere instabilità su energia, trasporti e commercio globale.Anche a Firenze, tra spese quotidiane, affitti e servizi, gestire con attenzione il proprio denaro è diventato sempre più importante.Cosa sta succedendoNegli anni recenti, per contrastare l’inflazione, la Banca Centrale Europea aveva aumentato i tassi di interesse. Oggi lo scenario è cambiato: dopo quella fase di rialzi, i tassi sono stati in parte ridotti e ora si trovano (per ora) in una fase di maggiore stabilità.Questo significa, in concreto: • i mutui restano appetibili ancora rispetto a qualche anno fa, e meno pesanti rispetto ai picchi recenti • alcune forme di risparmio continuano a offrire rendimenti discreti.Nel frattempo, le tensioni geopolitiche possono influenzare il prezzo delle materie prime, soprattutto dell’energia. Eventuali aumenti si riflettono rapidamente sui costi quotidiani, dai trasporti ai beni di consumo.In un contesto come quello attuale, non esistono soluzioni valide per tutti, ma alcune buone abitudini possono aiutare:1.⁠ ⁠Tenere sotto controllo le speseCon prezzi ancora elevati, monitorare le uscite resta fondamentale.2.⁠ ⁠Creare o rafforzare un fondo (deposito) di sicurezzaUn piccolo risparmio disponibile aiuta ad affrontare eventuali imprevisti senza difficoltà.3.⁠ ⁠Diversificare con equilibrioDistribuire i risparmi su più soluzioni può ridurre i rischi, soprattutto in una fase ancora incerta.4.⁠ ⁠Non farsi guidare dalle notizie del momentoLe tensioni internazionali e i movimenti dei mercati possono creare ulteriore preoccupazione, ma è importante mantenere lucidità nelle decisioni.5.⁠ ⁠Valutare con attenzione mutui e finanziamentiCon tassi ancora relativamente contenuti, è utile confrontare le offerte e scegliere con prudenza.Uno sguardo al territorioFirenze si conferma una città dinamica e attrattiva, grazie al turismo e alle attività locali. Tuttavia, il costo della vita rimane sostenuto. Eventuali rincari legati all’energia o alle tensioni internazionali hanno (ed continueranno ad avere) effetti anche sulle famiglie e sulle piccole attività del territorio.In conclusioneIl contesto attuale è problematico e diverso rispetto a quello di pochi anni fa: l’inflazione è (per ora) sotto controllo, ma l’incertezza è alle porte. Tra economia e tensioni geopolitiche, il consiglio è di mantenere equilibrio, informarsi e prendere decisioni ponderate.Questa “bussola” non indica una strada obbligata, ma offre alcuni spunti puramente di riflessione e non costituisce consulenza finanziaria professionale.di Roberto di Giovine Iw Private Investments -Private Banker - Gruppo Intesa Sanpaolo

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Risparmio e Geopolitica: perché i Titoli di Stato a breve termine sono il "rifugio" del momentoIn un mondo che guarda con il fiato sospeso alle tensioni in Medio Oriente tra Israele, Stati Uniti e Iran, anche i piccoli risparmiatori fiorentini si chiedono: "Cosa ne sarà dei miei sudati risparmi?". La borsa trema, l’oro scotta e l’incertezza regna sovrana. Eppure, proprio in questa "tempesta perfetta", emerge un’opportunità che parla il linguaggio della prudenza: i titoli di stato a breve termine.La "Curva" si appiattisce: cosa significa per noi?Senza addentrarci in tecnicismi da esperti lupi di Wall Street, sta accadendo qualcosa di particolare: i rendimenti dei titoli che scadono presto (da 1 a 3 anni) sono diventati molto simili, se non superiori, a quelli che scadono tra dieci anni.In pratica, oggi il mercato ti paga bene per prestare soldi allo Stato per poco tempo. Questo fenomeno, chiamato "appiattimento della curva", rende i BTP a 2 o 3 anni estremamente appetibili.Perché scegliere il "breve termine" oggi?Il consiglio che emerge dall'analisi degli esperti è quello della massima cautela, per tre motivi principali:* Scudo contro la volatilità: I titoli a lunga scadenza (10-30 anni) sono come barche a vela in mezzo all'oceano: ogni folata di vento (o notizia di guerra) li fa oscillare bruscamente nel prezzo. Quelli a breve termine sono più simili a navi solide in porto: soffrono molto meno gli scossoni.* Tassi ancora alti: Con l’inflazione che fatica a scendere a causa del caro-energia (figlio dei conflitti), la BCE potrebbe mantenere i tassi alti o addirittura ritoccarli. I titoli brevi permettono di incassare cedole interessanti (vicine al 3%) senza vincolare i soldi per decenni.* Liquidità pronta: In tempi di guerra, avere la possibilità di rientrare in possesso del proprio capitale in tempi brevi è una sicurezza psicologica ed economica non da poco. Il mio “modesto consiglio”Se hai dei risparmi fermi sul conto corrente, dove l'inflazione "si mangia" il tuo potere d'acquisto, guardare anche ai BTP BOT ecc con scadenza entro i 3 anni è oggi la strategia più equilibrata. Ti permettono di proteggere il capitale dal caos geopolitico, offrendoti un rendimento certo mentre aspetti che l'orizzonte torni sereno.In breve: Meno rischi, rendimenti concreti e la libertà di cambiare strategia tra un paio d'anni.Buona Pasqua!Questo articolo ha scopo puramente informativo e non costituisce consulenza finanziaria professionale.di Roberto di Giovine Iw Private Investments -Private Banker - Gruppo Intesa Sanpaolo

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Firenze, risparmi e incertezze: come orientarsi senza perdere la bussolaIn questo periodo si sente spesso parlare di crisi, guerre lontane e mercati in difficoltà. Ma la domanda vera è: che effetto hanno queste notizie sulla nostra vita quotidiana, qui a Firenze?Partiamo da un punto semplice: quando nel mondo c’è instabilità, anche l’economia rallenta. E questo si vede subito nei mercati finanziari, che ultimamente si muovono come l’Arno dopo un temporale: su e giù, senza una direzione chiara.Cosa sta succedendo davveroLe Borse stanno vivendo giornate molto altalenanti. Questo significa che chi investe è incerto. E quando c’è incertezza, si tende a fermarsi.Anche le aziende stanno rallentando:rimandano investimenti, aspettano tempi migliori, evitano rischi.E questo ha effetti concreti:•⁠ ⁠meno nuove attività•⁠ ⁠meno opportunità di lavoro•⁠ ⁠meno crescitaE i fiorentini?A Firenze, come nel resto d’Italia, sempre più persone hanno iniziato a investire i propri risparmi: non solo conto corrente, ma anche fondi, piani di accumulo e altri strumenti.Le famiglie sono solide, ma c’è un aspetto importante:una parte della ricchezza dipende dall’andamento dei mercati.Se i mercati scendono, anche il valore degli investimenti può calare. Ed è proprio quello che sta succedendo in queste settimane.I segnali di oggiMolti risparmiatori stanno facendo una scelta comprensibile:ridurre il rischio e aspettare.In pratica:•⁠ ⁠vendono una parte degli investimenti•⁠ ⁠tengono più liquidità•⁠ ⁠rimandano decisioniAnche le imprese stanno facendo lo stesso. E questo rallenta ancora di più l’economia.Cosa significa nella vita realeA Firenze tutto questo si traduce in situazioni concrete:•⁠ ⁠una bottega che rimanda un investimento•⁠ ⁠un ristorante che non assume•⁠ ⁠meno movimento in alcuni settori legati al turismoA questo si aggiungono:•⁠ ⁠bollette più alte•⁠ ⁠costi crescenti•⁠ ⁠maggiore prudenza nelle speseLa bussola per orientarsiIn momenti così, la cosa più importante è non farsi guidare dalla paura.Gestire i risparmi oggi è un po’ come muoversi in centro in alta stagione:serve calma, attenzione e la capacità di scegliere il momento giusto.Le 3 mosse per il risparmiatore fiorentino1.⁠ ⁠Non decidere di panciaLe fasi di mercato difficili fanno paura, ma vendere tutto di colpo spesso è un errore. Meglio fermarsi e valutare con calma.2.⁠ ⁠Tieni una parte liquida, ma non tuttaAvere soldi disponibili è importante, ma lasciare tutto fermo sul conto può farti perdere opportunità nel tempo.3.⁠ ⁠Guarda oltre il breve periodoI mercati salgono e scendono, è normale. Chi ha una visione più lunga nel tempo tende a gestire meglio le fasi difficili.In conclusioneLe famiglie fiorentine hanno una base solida. Questo è un grande punto di forza.Ma proprio per questo è importante usare bene questa forza:non fermarsi per paura, ma nemmeno correre senza direzione.Perché, come insegna la Storia di Firenze, le cose costruite con pazienza sono quelle che durano nel tempo.di Roberto di Giovine Iw Private Investments -Private Banker - Gruppo Intesa Sanpaolo

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Conflitto in Medio Oriente: il contesto è cambiatoAll'ultima riunione della BCE, i tassi sono stati lasciati invariati così come per la Fed, ma in entrambi casi uno è stato il termine più rilevante: inflazione.Lagarde ha comunicato che le previsioni del CPI per il 2026 sono state nettamente riviste al rialzo dal +1,9% di dicembre al +2,6% dell'ultima riunione.La ragione è ovviamente legata al conflitto israelo-statunitense in Iran con prezzi delle materie prime come petrolio e gas in rapidissimo aumento.L'Italia è uno dei paesi che ha maggiormente sofferto da questo shock energetico: siamo tra i maggiori importatori di gas del Qatar, dove alcuni importantissimi impianti e giacimenti sono stati colpiti dagli attacchi di Teheran. Il flusso di materie prime energetiche dai Paesi del Golfo al Bel Paese è fondamentale e la sua interruzione può generare rilevanti picchi inflattivi.Il BTP decennale è passato da 3,2% a 3,85%, lo spread BTP-Bund da 60 a oltre 80pb. Il tutto ovviamente amplificato dalle condizioni di deficit, ma soprattutto di debito in cui l'Italia si trova.Concludendo:Quello che stiamo osservando non è un semplice ritorno dell’inflazione, ma la fine di un’illusione durata anni: quella di un’economia globale stabile, prevedibile e a basso costo energetico.La revisione al rialzo dell’inflazione al 2,6% per il 2026 da parte della BCE non è un dettaglio tecnico, ma il segnale di un cambio di paradigma. A pesare non sono dinamiche interne, ma fattori esterni: guerra, energia, geopolitica.E infatti il quadro che emerge è chiaro: mentre l’inflazione sale, la crescita scende. Le stime sul PIL sono già state riviste al ribasso, con un’economia europea più fragile proprio mentre i costi aumentano.È la combinazione più scomoda possibile.Le banche centrali lo sanno bene: non stanno fermando i tassi perché la situazione è sotto controllo, ma perché non hanno più margine di errore. L’energia – tornata al centro del sistema economico – rende l’inflazione meno prevedibile e molto più difficile da gestire. E se il conflitto dovesse prolungarsi, gli scenari peggiori non sarebbero più teorici.In questo contesto, il mercato sta semplicemente facendo il suo lavoro: prezzare il rischio. E l’Italia, con il suo debito elevato e la forte dipendenza energetica, è inevitabilmente più esposta.Il punto allora non è se l’inflazione scenderà o meno nei prossimi mesi ma che il mondo che teneva bassa l’inflazione non esiste più.E per un Paese come il nostro, questo significa che i prossimi mesi non saranno una fase di normalizzazione, ma di adattamento a un equilibrio più instabile, più costoso e decisamente più selettivo.di Roberto di Giovine Iw Private Investments -Private Banker - Gruppo Intesa Sanpaolo