Slitta la riorganizzazione dell’assessorato alla Salute tra nomine incrociate, tensioni tra dirigenti e sindacati e nodo Fondazione Meyer

La riorganizzazione dell’assessorato alla Salute della Regione Toscana è ancora in fase di stallo, tra equilibri politici e tensioni interne al sistema sanitario. Il riassetto dei vertici, discusso da tempo, coinvolge una serie di nomine incrociate che stanno rallentando le decisioni.

L’ipotesi principale prevede che Federico Gelli possa andare alla guida dell’ospedale pediatrico Meyer a partire dal primo settembre, quando scadrà il mandato del direttore generale Paolo Morello. Quest’ultimo potrebbe assumere la presidenza della Fondazione Meyer, mentre Marco Carrai resterebbe nel consiglio di amministrazione, nonostante le polemiche sul suo ruolo e le contestazioni pubbliche che si sono manifestate anche con scritte di protesta davanti all’ospedale.

La redistribuzione degli incarichi è stata in parte promessa dal presidente della Regione Eugenio Giani all’assessora alla Salute Monia Monni, ma i rapporti tra Monni e Gelli risultano ormai compromessi, con difficoltà di collaborazione tra i due.

Parallelamente resta aperto il nodo della possibile nomina di Davide Barretta al vertice dell’assessorato, figura inizialmente indicata da Monni. Tuttavia, la sua posizione si è indebolita a causa di una recente polemica con i sindacati dei medici ospedalieri, legata a un piano di investimenti da circa 30 milioni per l’assunzione di medici universitari.

Lo scontro coinvolge anche dinamiche interne al sistema sanitario regionale e rapporti sindacali delicati: la Cgil medici ha criticato duramente la gestione della vicenda e si opporrebbe alla nomina di Barretta a Firenze.

Il quadro complessivo rimane quindi incerto, con la Regione chiamata a trovare un equilibrio tra esigenze politiche, gestione delle aziende sanitarie e rapporti con le organizzazioni sindacali. Lo scrive Repubblica. 

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