L’assessore regionale alla sanità: “Al lavoro con sindaci e aziende sanitarie per soluzioni organizzative che garantiscano la permanenza delle strutture sotto soglia”



Sul tema dei punti nascita in Toscana è aperto un confronto tra Regione, sindaci e aziende sanitarie. Lo ha spiegato l’assessore regionale alla salute e alle politiche sociali Monia Monni, intervenendo a Firenze.

La discussione riguarda in particolare la soglia dei 500 parti annui, indicata a livello nazionale e internazionale come parametro di riferimento. Secondo Monni, molti punti nascita dell’Asl Sud Est risultano sotto tale soglia, ma l’obiettivo è evitare la chiusura dei servizi nei territori.

Monia Monni ha sottolineato che si sta lavorando a possibili soluzioni di tipo organizzativo e aggregativo, anche attraverso modelli funzionali unificati tra strutture, per garantire la continuità dei servizi.

L’intento, ha aggiunto, è preservare presidi che in diversi casi hanno una lunga tradizione e sono considerati di qualità, mantenendo una rete diffusa di assistenza per le nascite sul territorio regionale.

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