In Toscana prende forma la “prescrizione sociale”, un nuovo modello che prevede la possibilità per medici di famiglia, psicologi e infermieri di comunità di raccomandare attività culturali, sportive e sociali alle persone in condizioni di fragilità, isolamento o disagio.
L’iniziativa, presentata al Meyer Health Campus e basata su una delibera della Regione Toscana promossa dall’assessora alla salute Monia Monni, si ispira a esperienze già attive da anni nel Regno Unito. In Toscana sono già in corso tre progetti pilota a Lucca, Siena e Sesto Fiorentino.
Il sistema prevede l’introduzione della figura del “link worker”, un operatore incaricato di costruire percorsi personalizzati per i pazienti, mettendo in rete le numerose attività già presenti sul territorio, come gruppi di cammino, laboratori artistici, teatro, orti sociali e iniziative culturali.
Secondo gli esperti, una quota significativa degli accessi ai medici di base è legata non solo a problemi sanitari, ma anche a bisogni di ascolto e solitudine. L’obiettivo della misura è quindi migliorare il benessere psicofisico attraverso attività collettive, con effetti positivi sia sulla salute individuale sia su quella pubblica. La Regione punta a definire i dettagli operativi entro l’estate, con avvio previsto in autunno. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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