Rispondendo a un question time del consigliere PD Armentano, l’Amministrazione fa il bilancio su hub, medici coinvolti e servizi attivi, ma resta aperta la sfida sul potenziamento del personale.

La sanità del futuro passa inevitabilmente dai territori, e a Firenze il fulcro di questa transizione è rappresentato dalle Case di Comunità. Il tema, cruciale alla luce del decreto ministeriale settantasette sui modelli di assistenza territoriale, è stato al centro di un recente question time presentato dal consigliere comunale del Partito Democratico Nicola Armentano, a cui ha risposto l'assessora Benedetta Albanese per conto del collega alla sanità Nicola Paulesu. L’obiettivo dichiarato è quello di creare una rete socio-sanitaria integrata, radicata nei quartieri e capace di fare sistema con il terzo settore, trasformando queste strutture in veri e propri punti di accesso multidisciplinari per i cittadini.

Dal punto di vista strutturale, la rete fiorentina è finanziata con i fondi del PNRR e si divide tra strutture principali, denominate Hub, e presidi territoriali di supporto, noti come Spoke. Attualmente la città conta sulle due grandi strutture Hub attive alle Piagge e in via D’Annunzio, mentre i presidi di Canova, Morgagni e Santa Rosa si trovano in una fase di transizione per essere elevati anch'essi al rango di Hub. A questi si affiancano i presidi Spoke di piazza Dalla Piccola e della Pira, ai quali si aggiungerà presto la nuova struttura Hub denominata Europa, attualmente in corso di attestazione.

La risposta iniziale dei camici bianchi all'appello della sanità territoriale è giudicata positiva, con trenta unità professionali già distribuite nei vari presidi. Nel dettaglio della forza lavoro, la struttura delle Piagge conta su cinque medici di medicina generale e un pediatra di libera scelta, mentre alla Morgagni sono operativi cinque medici di famiglia. Il presidio Dalla Piccola registra la presenza di sette medici, mentre in via D'Annunzio operano quattro medici di medicina generale a cui si sono aggiunti tre pediatri. Infine, la struttura di Santa Rosa vede in attività quattro medici di famiglia e un pediatra.

La continuità delle cure è garantita anche dall'integrazione della continuità assistenziale, la ex guardia medica, e dagli ambulatori Pircon, aperti dalle otto del mattino alle venti della sera. I punti di continuità assistenziale sono già operativi a Santa Rosa, Canova, Piagge e D’Annunzio, con una prossima attivazione prevista alle strutture Europa e Morgagni, oltre ai due storici presidi esterni del Galluzzo e di Santa Maria Nuova. Per quanto riguarda gli ambulatori Pircon, il servizio è garantito dal lunedì al venerdì nelle strutture D’Annunzio, Santa Rosa, Morgagni, Le Piagge e Canova, con piazza Dalla Piccola e la Pira che estendono l'apertura anche al sabato.

Nonostante i passi avanti, la sfida principale resta il potenziamento del personale all'interno di questi spazi socio-sanitari. Secondo il consigliere Nicola Armentano, l'incremento dei medici non deve avvenire attraverso i decreti d'urgenza calati dall'alto da parte del governo, bensì attraverso una reale concertazione con i professionisti del settore. Solo valorizzando la loro professionalità e affiancando loro strumenti capaci di migliorare la macchina organizzativa si potrà garantire, in via definitiva, una vera prossimità e una reale continuità assistenziale e di cura a chi ne ha bisogno.

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