La Toscana amplia ulteriormente l’accesso alla contraccezione gratuita nei consultori, estendendo la possibilità anche ai ragazzi e alle ragazze a partire dai 13 anni. La decisione rientra in una delibera della giunta regionale che rafforza il sistema già avviato negli anni scorsi.
Il servizio, già attivo e in crescita per numero di utenti, viene quindi esteso a una fascia d’età più ampia, includendo anche i minori under 14. La scelta si inserisce nel quadro normativo che riconosce ai 13enni la possibilità di avere rapporti sessuali consensuali in determinate condizioni, e quindi di accedere ai servizi di prevenzione e salute riproduttiva.
La misura riguarda la distribuzione gratuita di pillola anticoncezionale, cerotto transdermico, anello vaginale, dispositivi intrauterini e sottocutanei, oltre ai preservativi e alla cosiddetta “pillola del giorno dopo”, già disponibile senza prescrizione medica anche per le minorenni. Nei consultori è previsto anche un servizio di counseling per accompagnare i giovani nella scelta e nell’informazione.
La Toscana era stata tra le prime regioni a introdurre la gratuità degli anticoncezionali nel 2018, seguita successivamente dall’Emilia-Romagna. Con il nuovo provvedimento, la gratuità viene estesa ai giovani tra i 13 e i 25 anni, mentre per la fascia 26-45 anni resta la possibilità di prescrizione a carico del sistema sanitario regionale, con una soglia di reddito ridotta da 36 mila a 30 mila euro.
Secondo la Regione, l’impatto economico complessivo della misura dovrebbe restare invariato, mentre si punta a rafforzare il ruolo dei consultori come punto di riferimento per la salute sessuale e riproduttiva dei giovani.
La delibera prevede inoltre l’accesso alla contraccezione gratuita per tutte le persone assegnate femmine alla nascita e l’attivazione di un gruppo di lavoro tecnico per monitorare l’applicazione delle misure e aggiornare l’elenco dei dispositivi disponibili.
L’assessora regionale alla Salute Monia Monni sottolinea come la salute sessuale non debba essere considerata un tema secondario, ma una priorità soprattutto nei momenti di maggiore fragilità sociale. L’obiettivo dichiarato è rafforzare il ruolo dei consultori come spazi di ascolto e prevenzione, accessibili e privi di giudizio per le nuove generazioni. Lo scrive Repubblica.
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