I fondi straordinari stanziati dalla Regione e la nuova rete delle Case di comunità sono le armi scelte dalla Toscana per vincere la battaglia contro i tempi d'attesa nelle prestazioni sanitarie. Lo ha affermato il presidente della Regione Toscana, Eugenio Giani, commentando i dati del rapporto della Scuola Superiore Sant'Anna di Pisa che, pur promuovendo la qualità delle cure, ha evidenziato forti criticità sull'accesso a esami e visite specialistiche.
Il governatore ha sottolineato come in alcuni settori specifici delle liste d'attesa si registrino già decisi miglioramenti. Un risultato che, secondo Giani, dimostra l'efficacia dei fondi speciali assicurati negli ultimi due anni dall'amministrazione regionale, confermando che la strada intrapresa può portare a un effettivo e strutturale abbattimento dei tempi.
La strategia per il futuro prossimo si focalizzerà in modo particolare sul potenziamento dell'assistenza territoriale. Il presidente ha spiegato di confidare molto sul tessuto delle nuove infrastrutture in corso di realizzazione sul territorio toscano: si tratta di 70 Case di comunità all'interno delle quali i medici specialisti lavoreranno a stretto contatto con i medici di medicina generale, garantendo una gestione molto più flessibile dell'utenza e offrendo un canale preferenziale per alleggerire la pressione sui canali di prenotazione tradizionali.
Giani ha poi affrontato un altro nodo sensibile emerso dal rapporto del Laboratorio MeS, ovvero la scarsa appropriatezza di alcune prescrizioni mediche che finisce per sovraccaricare il sistema e gonfiare la spesa pubblica. Su questo fronte il governatore ha rivolto un appello diretto alla categoria dei medici di famiglia, confidando nella loro coscienza e nel loro senso di responsabilità per evitare prescrizioni superflue di esami e farmaci. La spesa farmaceutica regionale è infatti in costante crescita e, secondo il presidente, l'unico modo sostenibile per frenare questo trend senza intaccare la qualità del servizio è fare affidamento sul buon senso e sul rigore clinico dei medici di base al momento della ricetta.
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