Sale la tensione nella sanità pubblica della Toscana. I sindacati firmatari del contratto nazionale della sanità 2022-2024 hanno proclamato ufficialmente la mobilitazione di tutto il personale sanitario della regione. Alla base della protesta c'è il netto rifiuto, denunciato dalle sigle sindacali, da parte dell'assessorato al diritto alla salute di avviare il tavolo di confronto per l'applicazione a livello regionale dell'accordo, privando di fatto i lavoratori dei miglioramenti normativi e salariali conquistati a livello nazionale.
Di fronte a quello che definiscono un muro istituzionale, le sigle Cisl-Fp, Nursing Up, Nursind e Fials hanno deciso di inasprire la protesta dopo che le precedenti richieste di incontro, le diffide e i presidi non hanno prodotto risultati. Le prossime tappe e le iniziative concrete della mobilitazione verranno illustrate dettagliatamente in una conferenza stampa già convocata per il prossimo 3 giugno.
I nodi cruciali della crisi sanitaria
Il blocco delle trattative congela la risoluzione di alcune delle criticità più profonde che affliggono il sistema sanitario toscano. Tra i temi più urgenti che i sindacati intendono imporre all'agenda regionale spicca la grave ed endemica carenza di professionisti sanitari, unita alla necessità di attivare percorsi concreti per la stabilizzazione del personale precario. A questo si legano i progetti di riorganizzazione delle strutture collegati agli investimenti del Pnrr e la gestione della mobilità del personale tra le diverse Asl del territorio.
Sul fronte prettamente economico e contrattuale, la mancata apertura del tavolo blocca l'erogazione di fondi strategici per la valorizzazione del personale. Restano infatti in sospeso le progressioni economiche, le indennità professionali, il fondo per gli incarichi e quello per la premialità, oltre alle linee di indirizzo per le prestazioni aggiuntive e alla messa a regime per il 2026 degli arretrati relativi all'indennità di pronto soccorso del 2025.
L'impatto su lavoratori e cittadini
Secondo i sindacati, la scelta di non dialogare rappresenta un'ingiustizia inaccettabile che aggrava una situazione già critica. Le forti difficoltà organizzative e i turni massacranti legati alla carenza di organico stanno producendo effetti pesantissimi non solo sul benessere e sulle condizioni di lavoro dei professionisti della sanità pubblica, ma anche, inevitabilmente, sulla qualità e sulla tempestività dei servizi di cura erogati quotidianamente ai cittadini toscani.
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