Preoccupano sigarette elettroniche e dispositivi usa e getta sempre più diffusi tra i giovani. Ordine dei Medici e Lilt: “La nicotina resta una sostanza che crea dipendenza”

In occasione della Giornata mondiale senza tabacco del 31 maggio, l’Ordine dei Medici di Firenze lancia un appello sui rischi legati alle nuove forme di consumo di nicotina, sempre più diffuse tra adolescenti e giovani adulti. Sigarette elettroniche, dispositivi usa e getta e prodotti a tabacco riscaldato vengono spesso percepiti come meno dannosi rispetto alle sigarette tradizionali, ma secondo gli esperti continuano a rappresentare un importante fattore di rischio per la salute e una causa significativa di dipendenza.

A preoccupare è soprattutto il cambiamento culturale che accompagna questi prodotti. Tra i più giovani il consumo non viene più vissuto come un comportamento trasgressivo, ma come uno strumento per gestire stress, ansia e disagio emotivo. Un fenomeno che, secondo i medici, rende più difficile riconoscere la dipendenza e intervenire tempestivamente. In Italia la percentuale di fumatori resta elevata: secondo i dati Istat fuma regolarmente il 18,6% della popolazione, mentre nella fascia tra i 18 e i 69 anni la quota sale al 24%.

L’Ordine dei Medici sottolinea inoltre il ruolo del marketing, che utilizza linguaggi e design particolarmente attrattivi per le nuove generazioni, contribuendo a normalizzare l’uso di prodotti contenenti nicotina. Per contrastare il fenomeno, fondamentale è il lavoro di prevenzione nelle scuole e nelle comunità educative. In questo ambito la Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Firenze ha coinvolto circa 500 studenti durante l’ultimo anno scolastico con progetti dedicati alle dipendenze da nicotina.

Secondo il presidente della Lilt Firenze, Alexander Peirano, smettere di fumare è possibile grazie a percorsi strutturati di supporto psicologico e farmacologico. I risultati ottenuti nei gruppi antifumo organizzati nel 2025 mostrano tassi di cessazione particolarmente elevati, arrivati fino all’86% nei percorsi che hanno integrato sostegno motivazionale e terapia farmacologica. Un segnale incoraggiante che conferma l’importanza della prevenzione e dell’accompagnamento specialistico per contrastare una dipendenza che continua a rappresentare una delle principali minacce prevenibili per la salute pubblica. 

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