La Toscana ottiene risultati positivi sul fronte degli esami diagnostici, ma continua a registrare difficoltà nelle visite specialistiche. È quanto emerge dai dati pubblicati da Agenas, che ha reso disponibile la piattaforma nazionale sui tempi di attesa della sanità pubblica.
Nei primi quattro mesi del 2026 il 76,8% delle visite specialistiche è stato effettuato entro i tempi previsti, mentre il 23,2% ha superato le scadenze indicate. Le maggiori criticità riguardano le visite dermatologiche e allergologiche, con solo il 59% degli appuntamenti garantiti entro i termini, seguite da quelle ginecologiche (66%), endocrinologiche (67%) e oculistiche (70%). Complessivamente la Toscana risulta tra le regioni italiane con le maggiori difficoltà nella gestione delle prime visite.
Migliore invece la situazione per gli esami diagnostici: il 90,1% delle prestazioni è stato garantito nei tempi previsti, uno dei risultati più alti a livello nazionale. Restano però alcune criticità per esami come elettromiografia, spirometria ed ecografia ginecologica. Nel complesso, secondo le stime, circa 120mila prestazioni tra visite ed esami sono state effettuate oltre i limiti temporali previsti.
Gli esperti sottolineano tuttavia alcuni elementi che aiutano a leggere correttamente i dati. La Toscana utilizza poco la categoria delle visite “programmate” entro 120 giorni, limitandola all'8% del totale, una percentuale molto più bassa rispetto ad altre regioni. Inoltre il ricorso al servizio sanitario pubblico resta elevato: il 57% delle prescrizioni per visite e il 60% di quelle per esami vengono effettivamente utilizzate per prenotare prestazioni nel sistema pubblico, dato che colloca la regione tra le migliori in Italia sotto questo profilo. Lo scrive Repubblica.
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