“Inizialmente volevo fare una specie di almanacco con l’origine, l’autore e le trasformazioni di ogni burattino e scenografia che ho da parte, per lasciare scritta una memoria e nella prospettiva di fare delle schede se mai un giorno avremo un museo. Questa era l’idea originale, poi mi sono venuti in mente tanti aneddoti”.
Enrico Spinelli presenta “La vita è una novella. I Pupi di Stac” (Sarnus) alla Libreria Niccolini insieme all’editore Antonio Pagliai, alla storica del teatro Teresa Megale e a Enrico Zoi, direttore della collana “Il Cocomero”, all’interno della quale è pubblicato il libro.
Di lunga gestazione e con il titolo suggerito dal cugino di Enrico, il giornalista Cesare Peruzzi, il volume ripercorre la storia della compagnia dei Pupi di Stac, fondata nel 1946 da Carlo Staccioli, “uno dei più grandi burattinai italiani, virtuoso della voce, dell’animazione e innovatore”.
L’opera si inserisce nel solco della tradizione toscana del Teatro dei Burattini, mostrando però fin dai primi anni una forte vena innovatrice. Alla prematura scomparsa di Staccioli nel 1971, gli succede Laura Poli, madre di Enrico e sorella di Paolo, sua collaboratrice da tredici anni. Con lei il repertorio si apre alle fiabe popolari toscane.
Nel 1991 tocca a Enrico proseguire l’attività alla scomparsa della madre, di cui quest’anno ricorre il centenario della nascita.
Il libro si chiude con il furto di due valigie di burattini storici nel 2015:
“Perché da storia diventa cronaca spicciola e in più si può esorcizzare il fatto che prima o poi ci sia davvero una fine”.
In mezzo ci sono ottant’anni di burattini, da Prezzemolina a Giovannin senza paura, da Pinocchio a Cenerognola, oltre a molti altri personaggi. Una storia di famiglia che coinvolge anche i figli di Enrico, Laura e Gerardo, e che racconta il lavoro di burattinai, animatori, scenografi e attori attraverso viaggi, spettacoli, curiosità ed episodi divertenti.
In appendice trova spazio anche la collezione di burattini e oggetti storici.
Spinelli, autore di musiche e di 24 commedie per i Pupi di Stac, guarda però soprattutto al futuro:
“Ci sto lavorando in due direzioni. La prima è il museo, perché se dovessi smettere, ci sarebbe un magazzino pieno di burattini storici da sistemare. La seconda è cercare dei collaboratori giovani, perché quelli di ora, bravissimi, sono di mezza età. Spero che uno si appassioni e abbia voglia di dare un contributo propositivo. Spero di andare avanti, ma agevolare nel frattempo il passaggio del testimone. È inevitabile che io muoia, ma voglio evitare che muoiano i miei burattini, perché continuino a vivere insieme ai bambini che via via nasceranno”.
Infine, un appuntamento già fissato:
Nella foto: Antonio Pagliai, Enrico Spinelli, Teresa Megale, Enrico Zoi“Il 6 giugno al Parco di Pratolino faremo la storia di Prezzemolina, il primo spettacolo della mia mamma dopo la morte di Stac”.
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