Cisl Fp, Fials, Nursind e Nursing Up accusano la Regione di aver chiuso al confronto sul contratto nazionale

Sale la tensione nel comparto sanitario toscano. Le segreterie regionali di Cisl Fp, Fials, Nursind e Nursing Up hanno proclamato lo stato di agitazione, denunciando il mancato confronto da parte dell’assessorato regionale alla Salute sull’applicazione del contratto nazionale Sanità 2022-2024, sottoscritto dalle quattro organizzazioni sindacali.

L’annuncio è arrivato a Firenze dai segretari regionali Andrea Nerini, Massimo Ferrucci, Giampaolo Giannoni e Nicola Lunetti. Contestualmente sarà avviata la procedura di raffreddamento in Prefettura, primo passaggio previsto prima di eventuali ulteriori forme di protesta.

Al centro della contestazione c’è la mancata apertura del tavolo regionale previsto dal contratto nazionale. I sindacati chiedono un confronto su temi ritenuti prioritari, tra cui la carenza di personale, i percorsi di stabilizzazione dei lavoratori, la mobilità tra aziende sanitarie, le progressioni economiche, le indennità professionali, le prestazioni aggiuntive e il pagamento degli arretrati relativi all’indennità di pronto soccorso.

«La Regione non può continuare a sottrarsi al confronto su questioni che riguardano il futuro del servizio sanitario regionale, le condizioni di lavoro degli operatori e la qualità dell’assistenza ai cittadini», ha dichiarato Andrea Nerini.

In assenza di risposte concrete, le organizzazioni sindacali annunciano una manifestazione davanti all’assessorato regionale e non escludono ulteriori iniziative fino alla proclamazione di uno sciopero della sanità pubblica toscana.

Sulla vicenda sono intervenuti anche esponenti dell’opposizione in Consiglio regionale. Il vicepresidente dell’assemblea toscana, Diego Petrucci, ha parlato di una «rottura senza precedenti», mentre il portavoce del centrodestra in Regione, Alessandro Tomasi, ha criticato duramente l’atteggiamento della giunta regionale, chiedendo un confronto immediato con le rappresentanze dei lavoratori del settore sanitario. Lo scrive la Nazione. 

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