È iniziato il conto alla rovescia per l’attivazione delle Case di comunità finanziate dal Pnrr. Entro la fine di giugno le nuove strutture dovranno essere operative e le aziende sanitarie sono impegnate nelle ultime verifiche per ottenere il via libera dal Ministero della Salute. Tra i requisiti richiesti figurano la presenza di personale medico e infermieristico, servizi diagnostici di base e i Pir, i Punti di intervento rapido destinati a prestazioni sanitarie urgenti ma non ospedaliere.
La Toscana si presenta all’appuntamento in una posizione favorevole. Al 29 maggio risultano già attive 54 Case di comunità, tra nuove realizzazioni e strutture ristrutturate, a fronte di un obiettivo compreso tra 70 e 77 sedi. «Le Case di comunità sono il cuore della rivoluzione sanitaria in corso perché avvicinano ancora di più la sanità ai cittadini, riducono le liste d’attesa ed evitano l’ingolfamento dei pronto soccorso», ha dichiarato Eugenio Giani.
Nel territorio fiorentino sono già operative undici strutture: Le Piagge, D’Annunzio, Canova, Dallapiccola, Fanfani e Morgagni in città, oltre a quelle di Scandicci, Lastra a Signa, San Casciano, Greve in Chianti, Calenzano e Reggello. Restano invece da completare le Case di comunità di Europa, Borgo San Lorenzo, Impruneta, Dicomano e Sesto Fiorentino. Le prime dovrebbero essere attivate nelle prossime settimane, mentre per Dicomano e Sesto l’apertura è prevista entro la fine dell’anno. Nessun rischio, però, per i finanziamenti del Pnrr: il raggiungimento degli obiettivi fissati per l’Asl Toscana Centro consentirà infatti di mantenere le risorse anche per le strutture che entreranno in funzione con qualche mese di ritardo. Lo scrive la Nazione.
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