L'assessora Monni: «Prevista l'assunzione di 86 operatori tra infermieri, Oss e medici». FdI attacca: «Senza un piano occupazionale la struttura non sarà operativa prima di fine anno»

I lavori per la nuova palazzina Biancalani dell'ospedale Santo Stefano di Prato sono ormai alle battute finali. A fare il punto sullo stato dell'intervento è stata l'assessora regionale alla Salute, Monia Monni, rispondendo in Consiglio regionale a un'interrogazione presentata dalla capogruppo di Fratelli d'Italia, Chiara La Porta.

Secondo quanto riferito dall'assessora, la conclusione sostanziale dei lavori è prevista entro la fine di giugno, anche se alcune lavorazioni potrebbero slittare fino alla metà di luglio a causa delle recenti condizioni meteorologiche. Successivamente saranno avviate le procedure di collaudo necessarie prima dell'entrata in funzione della struttura.

Sul fronte del personale, Monni ha spiegato che la programmazione dell'azienda sanitaria prevede l'assunzione a tempo indeterminato di 47 infermieri, 30 operatori socio-sanitari e 9 medici. Le assunzioni avverranno attraverso le graduatorie concorsuali gestite da ESTAR e saranno effettuate in linea con i tempi di apertura della nuova palazzina.

L'assessora ha inoltre assicurato che l'attivazione della struttura non comporterà riduzioni o depotenziamenti dei servizi già presenti all'interno dell'ospedale.

Di diverso avviso Chiara La Porta, che nella replica ha contestato l'assenza di indicazioni precise sulle tempistiche delle assunzioni. Secondo l'esponente di Fratelli d'Italia manca un vero piano occupazionale e, senza il personale necessario, la nuova palazzina rischia di non poter entrare pienamente in funzione prima della fine del 2026.

Il confronto politico resta quindi aperto, con il tema dell'organico che si conferma centrale per il futuro utilizzo della nuova struttura sanitaria pratese.

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