Il report di Confcooperative fotografa un settore solido e a forte trazione femminile, dove però i presidenti di CdA maschi superano il 76%. Allarme anche per il ricambio generazionale.

Nelle cooperative toscane che operano nel settore della sanità, la presenza femminile è ormai una colonna portante. Quasi cinque soci su dieci sono donne, con una quota che sfiora il 47% del totale e che balza addirittura al 68,5% se si isolano le strutture a specializzazione sanitaria, dove le lavoratrici rappresentano la maggioranza assoluta. Nonostante questa forte base rosa, il potere decisionale resta saldamente in mani maschili. Nelle posizioni apicali si registra infatti un netto divario di genere: ben il 76,9% dei presidenti dei consigli di amministrazione è uomo, relegando le donne a una netta minoranza nei ruoli di comando.

Il genere non è l'unico sbilanciamento che emerge dall'ultimo report di Fondo Sviluppo sull'andamento di Confcooperative Toscana. Il settore sconta anche un evidente problema di ricambio generazionale all'interno dei propri vertici. Tra i presidenti delle cooperative non si registra nemmeno un under 35, mentre la stragrande maggioranza dei leader si colloca nella fascia di età compresa tra i 46 e i 65 anni, con una quota considerevole di presidenti che ha già superato i 66 anni.

La fotografia del comparto mostra un tessuto composto principalmente da micro e piccole imprese. La rete di Confcooperative conta 15 realtà aderenti al settore sanitario in tutta la regione, suddivise tra strutture a specializzazione sanitaria, cooperative di medici, farmaceutiche e mutue sanitarie. Si tratta di un modello fortemente partecipativo, dove sei addetti su dieci sono anche soci della cooperativa in cui prestano servizio, un legame che si fa ancora più stretto nelle strutture specializzate.

La nota più positiva arriva sul fronte della tenuta economica e finanziaria. Le cooperative sanitarie toscane rappresentano l'eccellenza dell'intero sistema regionale per solidità: oltre il 36% delle piccole e medie imprese si colloca in una fascia di totale sicurezza e il 45,5% è considerata pienamente solvibile. Solo una quota ridotta mostra elementi di vulnerabilità, mentre non si registra nessuna posizione a rischio critico o di default.

I dati mostrano una cooperazione sanitaria toscana che funziona e tiene, capace di garantire servizi essenziali e capillari sui territori anche nei momenti di maggiore pressione sul sistema salute. La soddisfazione per l'ampia partecipazione femminile tra i soci si scontra però con la necessità di fare passi in avanti su due fronti precisi: scardinare il tetto di cristallo per portare più donne ai vertici e spalancare le porte ai giovani per renderli protagonisti nei ruoli di comando.

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