La denuncia degli studenti della residenza Ardsu di piazza Indipendenza: caldo insostenibile, manutenzioni lente e criticità strutturali. Pronta una raccolta firme con oltre 50 adesioni

Da anni convivono con stanze roventi e soluzioni considerate insufficienti. Gli studenti dello studentato Salvemini di piazza Indipendenza, una delle residenze pubbliche gestite dall'Ardsu, denunciano una situazione diventata ormai insostenibile: l'impianto di climatizzazione sarebbe fermo da almeno sei anni e, con l'arrivo dell'estate, il disagio si ripresenta puntualmente.

A raccontarlo è Caterina Incani, studentessa dell'Accademia di Belle Arti che, per motivi di salute, deve evitare l'esposizione prolungata alle alte temperature. «Non è il massimo dover ogni volta sottolineare la propria disabilità per ottenere un ventilatore o un piccolo climatizzatore. Che poi non sono neanche lontanamente risolutivi», spiega. «Questa è la residenza dove alloggiano più studenti disabili, siamo circa una decina. Ardsu ci ha dato dei "pinguini", ma non bastano. La situazione è insostenibile: mi è capitato di svenire per l'afa e così anche ad altri. Chi può se ne va a casa anche per lunghi periodi». La rappresentante degli studenti, Vanessa Morabito, aggiunge: «Ci hanno parlato di problemi legati alla rumorosità dell'impianto, di guasti e questioni burocratiche. Sta di fatto che è spento da anni. Il Dsu ha distribuito una ventina di ventilatori per 107 ospiti. Molti hanno dovuto comprarli autonomamente, anche se il regolamento non lo consentirebbe».

Le criticità, secondo gli studenti, non si limitano al caldo. Vengono segnalati episodi di manutenzione insufficiente, con un buco nel soffitto rimasto aperto dopo un crollo avvenuto a ottobre, porte smurate e fili elettrici esposti nelle aree comuni. «La manutenzione arriva solo dopo sette o otto mail», denunciano. Nel frattempo è pronta una raccolta firme sottoscritta da oltre 50 studenti da inviare all'Ardsu. Tra le testimonianze raccolte c'è quella di Ilarya Migliari: «Per la mia malattia il caldo peggiora le condizioni di salute. Le soluzioni tampone non bastano. Sono costretta a tornare a casa ogni estate e questo ha rallentato il mio percorso di studi». Un altro studente parla di «un incubo che impatta sul fisico e sullo studio». E mentre sul sito dell'Ardsu la struttura viene ancora descritta come un «ambiente climatizzato», la richiesta degli studenti è chiara: interventi concreti e tempi certi per evitare che la situazione continui a peggiorare. Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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