La protesta di 170 operatori mette in difficoltà gli ospedali del territorio. Al centro dello scontro i presunti ritardi dei chirurghi e il ricorso sistematico agli straordinari degli infermieri

Un'assemblea sindacale che ha coinvolto 170 operatori delle sale operatorie ha provocato pesanti ripercussioni sull'attività chirurgica dell'Asl Toscana Centro. Nella giornata di ieri sono stati rinviati 122 interventi programmati negli ospedali dell'azienda sanitaria, da Firenze a Empoli, passando per Prato, Pescia, Borgo San Lorenzo e Figline Valdarno. L'incontro, convocato dalle Rsu al Santo Stefano di Prato, ha di fatto paralizzato gran parte dell'attività ordinaria.

All'origine della protesta c'è il malcontento degli infermieri di sala operatoria, che denunciano ritardi sistematici nell'avvio degli interventi. Secondo i sindacati, gli operatori sarebbero pronti a iniziare l'attività alle 8 del mattino, mentre i chirurghi arriverebbero spesso con ritardo. In altri casi, spiegano, il problema deriverebbe dalla mancata coincidenza degli orari di servizio tra personale medico e infermieristico. La conseguenza sarebbe un ricorso continuo agli straordinari per gli infermieri e il mancato rispetto delle note operatorie, con inevitabili ricadute sulle liste d'attesa.

«Sono anni che denunciamo una situazione diventata sempre più insopportabile», afferma Simone Baldacci, sindacalista della Fp Cgil. «Gli operatori sono pronti per operare già dalle otto, ma i chirurghi arrivano alle otto e mezzo, alle nove, a volte dopo. Mentre se un infermiere ritarda un minuto subisce un provvedimento disciplinare, ai medici non viene mai contestato nulla. Anche se gli infermieri dovrebbero terminare il turno alle 19, quasi ogni giorno sono costretti a lavorare fino alle 20. E non è solo una questione di condizioni di lavoro: il problema ricade sui pazienti, perché non tutti gli interventi vengono recuperati e le liste d'attesa si allungano». L'assemblea era stata comunicata all'Asl con circa dieci giorni di anticipo. Solo nelle ultime ore l'azienda avrebbe tentato una mediazione, proponendo un incontro con le Rsu nella stessa mattinata, senza però riuscire a evitare la protesta. Dalla direzione chirurgica dell'Asl Toscana Centro viene inoltre riconosciuto che i numeri degli interventi rinviati indicati dai sindacati risultano «assolutamente verosimili». Lo scrive il Corriere Fiorentino. 

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