La Giunta regionale approva la prima tranche del Fondo nazionale per la non autosufficienza. Giani e Monni: «Garantiamo continuità e dignità alle famiglie, anticipando le risorse in attesa di Roma».

FIRENZE – Un aiuto concreto per oltre 2.800 persone in tutta la Toscana. La Giunta regionale, su proposta dell'assessora alle politiche sociali Monia Monni, ha approvato una delibera che assegna una prima tranche di 14,2 milioni di euro ai 28 ambiti territoriali della regione, tra Società della salute e Zone distretto. La cifra rappresenta il 50% delle risorse complessive del Fondo nazionale per le non autosufficienze del 2025 destinate ai casi di disabilità gravissima.

La particolarità di questo provvedimento risiede nella scelta della Regione di anticipare i tempi con fondi propri. L'assegnazione è stata infatti decisa per dare un segnale immediato ed evitare interruzioni nelle cure, in attesa che a livello statale si concluda l'iter di approvazione del Piano nazionale e l'erogazione del Fondo triennale 2025-2027. Nel prossimo autunno seguirà l'erogazione del restante 50% della somma.

Progetti su misura e importi dei contributi

I fondi saranno impiegati per la presa in carico dei pazienti e per strutturare, insieme alle famiglie, progetti personalizzati che permettano ai malati con bisogni complessi di rimanere a casa propria. Il contributo economico mensile viene calcolato sulla base delle necessità individuate dai servizi sociali territoriali e oscilla tra i 900 e i 1.200 euro, una somma vincolata all'assunzione di un assistente personale o di figure professionali specializzate. Per i minori con disabilità gravissima, qualora non sia legalmente possibile attivare un contratto di lavoro con uno dei genitori, la Regione prevede un assegno mensile specifico compreso tra gli 800 e i 1.100 euro.

Centralità della persona e della famiglia

Il presidente della Regione, Eugenio Giani, ha sottolineato come questo massiccio intervento rappresenti un investimento mirato sull'autonomia, sulla domiciliarità e sul miglioramento della qualità della vita. Sulla stessa linea l'assessora Monni, la quale ha ribadito che sostenere l'assistenza tra le mura domestiche permette alle persone più fragili di non recidere il legame con il proprio ambiente di vita e di relazioni. L'obiettivo primario è infatti quello di evitare o rimandare il più possibile il ricovero dei pazienti all'interno di strutture residenziali sanitarie, mettendo al centro del welfare toscano la dignità umana.

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