Lo ha detto Pietro Dattolo, presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Firenze

"È profondamente sbagliato, ingiusto e del tutto inutile attaccare in modo generale e generico i medici ospedalieri, che spesso operano in condizioni di grande pressione e con carichi di lavoro crescenti. Se esistono singoli comportamenti non corretti, devono essere verificati e corretti. Ma non è accettabile trasformare episodi singoli in un giudizio di condanna contro un'intera categoria". Lo ha detto Pietro Dattolo, presidente dell'Ordine dei medici chirurghi e odontoiatri della provincia di Firenze, intervenendo dopo le dichiarazioni della Rsu degli infermieri dell'Asl Toscana Centro che, in occasione dell'assemblea che ha comportato il rinvio di circa 120-130 interventi chirurgici programmati, "ha attribuito alla 'dirigenza medica' la responsabilità di frequenti ritardi nell'avvio delle attività di sala operatoria", si spiega in una nota.
    
"Condividiamo l'obiettivo di migliorare l'efficienza del sistema sanitario e di ridurre le liste d'attesa. Ma il confronto deve basarsi sui fatti, sul rispetto reciproco e sulla volontà di individuare le vere cause delle criticità. Generalizzare e attribuire responsabilità indistinte - spiega Dattolo - non aiuta a risolvere i problemi, ma rischia soltanto di alimentare tensioni e divisioni". "La sanità pubblica ha bisogno di collaborazione tra tutte le professioni, non di contrapposizioni. Medici, infermieri, operatori sanitari e amministrativi devono lavorare insieme per affrontare temi come l'organizzazione dei percorsi di cura. Solo così - ha concluso Dattolo - si tutelano davvero i cittadini e si rafforza il nostro servizio sanitario".
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