L'imam Elzir, il rabbino Piperno e padre Bernardo insieme all'ospedale pediatrico per promuovere la cultura del dono e della pace alla vigilia della Giornata mondiale

Un messaggio potente di unità, solidarietà e pace è partito questa mattina dalle corsie dell'ospedale pediatrico Meyer di Firenze. In vista della Giornata mondiale del donatore di sangue, il rabbino Gadi Piperno, l'imam Izzedin Elzir e l'abate di San Miniato al Monte, padre Bernardo Gianni, si sono ritrovati insieme per lanciare un appello congiunto sull'importanza di questo gesto vitale. L'iniziativa è stata promossa dall'associazione Donatorinati della Polizia di Stato.

L'incontro ha assunto un profondo valore non solo umanitario, ma anche civile e spirituale, specialmente in un contesto globale segnato da conflitti. Padre Bernardo Gianni ha sottolineato come questa triplice presenza sia il simbolo della volontà di dialogare per il bene comune, legando l'altruismo della donazione alla storica tradizione umanistica di Firenze. Un segno di concordia che, come evidenziato dall'abate, rimette al centro la cura e la tutela della vita.

Il valore religioso e morale del dono è stato il filo conduttore degli interventi dei leader religiosi. Il rabbino Piperno ha ricordato che, secondo il pensiero ebraico, il corpo umano non è una proprietà esclusiva ma appartiene anche al Signore, rendendo il soccorso a chi soffre un vero e proprio dovere. Sulla stessa linea l'imam Elzir, che ha definito la donazione del sangue come il dono stesso della vita, cogliendo l'occasione per invocare una solidarietà globale che porti alla pace.

L'obiettivo dell'associazione Donatorinati, guidata dal presidente Claudio Saltari, è quello di trasformare le nuove generazioni e le forze dell'ordine in veri e propri ambasciatori della cultura del dono e dell'inclusione. La scelta del Meyer come teatro dell'evento consolida una collaborazione quasi decennale. Il direttore sanitario dell'ospedale pediatrico, Emanuele Gori, ha ricordato l'importanza di queste iniziative: il centro di raccolta della struttura accoglie ogni anno tra le 5.000 e le 6.000 unità di sangue, un volume fondamentale che garantisce la totale autosufficienza del Meyer.

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