Si accende il confronto all'interno dell'Asl Toscana Centro dopo che gli infermieri, riuniti in assemblea al Santo Stefano di Prato, hanno denunciato presunti ritardi da parte dei chirurghi nelle sale operatorie, indicando come conseguenze rinvii degli interventi, aumento degli straordinari e allungamento delle liste d'attesa. Accuse che hanno suscitato la pronta reazione dei medici, mentre la direzione aziendale ha annunciato un tavolo di mediazione fissato per il 17 giugno.
A prendere posizione è stato il presidente dell'Ordine dei medici di Firenze, Pietro Dattolo, che ha respinto ogni generalizzazione: «È profondamente sbagliato, ingiusto e del tutto inutile attaccare in modo generale e generico i medici ospedalieri, che spesso operano in condizioni di grande pressione e con carichi di lavoro crescenti». Secondo Dattolo, eventuali comportamenti individuali non possono trasformarsi in una condanna dell'intera categoria.
Pur condividendo l'obiettivo di migliorare l'efficienza del sistema sanitario e ridurre le liste d'attesa, il presidente dell'Ordine sottolinea che le criticità delle sale operatorie dipendono da dinamiche organizzative complesse, che coinvolgono aspetti gestionali, logistici e di coordinamento tra professionisti. «La sanità ha bisogno di collaborazione tra tutte le professioni, non di contrapposizioni. Medici, infermieri, operatori sanitari e amministrativi devono lavorare insieme», conclude Dattolo, ribadendo che solo attraverso il dialogo e il rispetto reciproco si possono individuare soluzioni efficaci a tutela dei cittadini e del servizio sanitario pubblico. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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