"È inaccettabile attribuire ritardi e rinvii di alcuni interventi chirurgici programmati esclusivamente alla categoria medica, alimentando una contrapposizione tra professionisti che ogni giorno collaborano per garantire la migliore assistenza possibile ai pazienti". Così Lorenzo Preziuso, presidente regionale del sindacato dei medici Federazione Cimo-Fesmed, e dai segretari aziendali Cimo-Fesmed della Toscana, in relazione alle dichiarazioni della Rsu degli infermieri dell'Asl Toscana Centro che ha attribuito la responsabilità dei ritardi e dei rinvii alla dirigenza medica.
Cimo-Fesmed spiega di condividere "le dichiarazioni del presidente dell'Ordine dei medici di firenze Pietro Dattolo. L'attività chirurgica rappresenta uno dei processi organizzativi più complessi all'interno di un ospedale e coinvolge numerose figure professionali": "L'inizio di un intervento dipende dalla corretta sincronizzazione" delle varie componenti e "dalla disponibilità del paziente nelle condizioni cliniche e organizzative necessarie per essere sottoposto all'atto chirurgico". Motivo per cui attribuire i ritardi esclusivamente alla categoria medica corrisponde ad affrontare in maniera semplicistica e non veritiera la problematica. Le cause possono essere molteplici e variabili: problematiche organizzative, cliniche, strumentali, emergenze sopravvenute e numerosi altri fattori che caratterizzano quotidianamente l'attività ospedaliera".
Per il sindacato "le criticità organizzative esistono e devono essere affrontate con serietà, attraverso un confronto aperto tra tutte le professioni coinvolte, basato su dati oggettivi e non su accuse reciproche. Solo attraverso la collaborazione e il rispetto reciproco sarà possibile individuare soluzioni efficaci nell'interesse comune dei professionisti e, soprattutto, dei pazienti. La complessità della sala operatoria richiede spirito di squadra, non la ricerca di un capro espiatorio".
Cimo-Fesmed spiega di condividere "le dichiarazioni del presidente dell'Ordine dei medici di firenze Pietro Dattolo. L'attività chirurgica rappresenta uno dei processi organizzativi più complessi all'interno di un ospedale e coinvolge numerose figure professionali": "L'inizio di un intervento dipende dalla corretta sincronizzazione" delle varie componenti e "dalla disponibilità del paziente nelle condizioni cliniche e organizzative necessarie per essere sottoposto all'atto chirurgico". Motivo per cui attribuire i ritardi esclusivamente alla categoria medica corrisponde ad affrontare in maniera semplicistica e non veritiera la problematica. Le cause possono essere molteplici e variabili: problematiche organizzative, cliniche, strumentali, emergenze sopravvenute e numerosi altri fattori che caratterizzano quotidianamente l'attività ospedaliera".
Per il sindacato "le criticità organizzative esistono e devono essere affrontate con serietà, attraverso un confronto aperto tra tutte le professioni coinvolte, basato su dati oggettivi e non su accuse reciproche. Solo attraverso la collaborazione e il rispetto reciproco sarà possibile individuare soluzioni efficaci nell'interesse comune dei professionisti e, soprattutto, dei pazienti. La complessità della sala operatoria richiede spirito di squadra, non la ricerca di un capro espiatorio".
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