Primo Meeting nazionale della formazione promosso dalla Confederazione nazionale delle Misericordie d'Italia. E' l'iniziativa svoltasi oggi a Firenze, alla Fondazione Andrea Bocelli, che ha riunito 200 formatori delle Misericordie per confrontarsi sul futuro del volontariato.
La scelta di Firenze, si spiega, non è stata casuale: nel capoluogo toscano nel 1244 nacque la prima Misericordia. "Da quell'esperienza, considerata la più antica organizzazione di volontariato ancora attiva al mondo - spiega la Confederazione nazionale in una nota -, è nato un movimento che oggi conta circa 700 Misericordie diffuse dal Nord al Sud del Paese e oltre 100mila volontari impegnati ogni giorno nei servizi di emergenza sanitaria, protezione civile, assistenza sociale e sostegno alle persone più fragili". L'incontro è stato anche l'occasione per celebrare i 25 anni del sistema formativo delle Misericordie: presentato anche il manifesto 'Accendere chi forma", realizzato proprio in occasione del 25esimo anniversario.
Al centro della riflessione il ruolo della formazione come strumento strategico per costruire comunità più forti e preparare i volontari alle sfide del presente e del futuro. Dalla capacità di comunicare e guidare gruppi di persone alla trasmissione dell'identità e dei valori che caratterizzano le Misericordie da oltre sette secoli, i relatori hanno evidenziato come la qualità del servizio passi inevitabilmente dalla qualità della formazione. "La formazione è uno dei temi chiave per il futuro delle Misericordie - ha dichiarato il presidente delle Misericordie d'Italia Domenico Giani -. Sono i formatori a generare quel bene che ogni giorno raggiunge il prossimo sofferente attraverso l'opera dei nostri volontari e delle nostre volontarie. Il modello di servizio delle Misericordie è un patrimonio che può essere trasmesso e replicato, ma per farlo servono persone capaci di accompagnare e testimoniare. È quella che chiamiamo la fantasia della carità: trovare sempre nuove strade per mettere competenza, umanità e solidarietà al servizio degli altri".
La scelta di Firenze, si spiega, non è stata casuale: nel capoluogo toscano nel 1244 nacque la prima Misericordia. "Da quell'esperienza, considerata la più antica organizzazione di volontariato ancora attiva al mondo - spiega la Confederazione nazionale in una nota -, è nato un movimento che oggi conta circa 700 Misericordie diffuse dal Nord al Sud del Paese e oltre 100mila volontari impegnati ogni giorno nei servizi di emergenza sanitaria, protezione civile, assistenza sociale e sostegno alle persone più fragili". L'incontro è stato anche l'occasione per celebrare i 25 anni del sistema formativo delle Misericordie: presentato anche il manifesto 'Accendere chi forma", realizzato proprio in occasione del 25esimo anniversario.
Al centro della riflessione il ruolo della formazione come strumento strategico per costruire comunità più forti e preparare i volontari alle sfide del presente e del futuro. Dalla capacità di comunicare e guidare gruppi di persone alla trasmissione dell'identità e dei valori che caratterizzano le Misericordie da oltre sette secoli, i relatori hanno evidenziato come la qualità del servizio passi inevitabilmente dalla qualità della formazione. "La formazione è uno dei temi chiave per il futuro delle Misericordie - ha dichiarato il presidente delle Misericordie d'Italia Domenico Giani -. Sono i formatori a generare quel bene che ogni giorno raggiunge il prossimo sofferente attraverso l'opera dei nostri volontari e delle nostre volontarie. Il modello di servizio delle Misericordie è un patrimonio che può essere trasmesso e replicato, ma per farlo servono persone capaci di accompagnare e testimoniare. È quella che chiamiamo la fantasia della carità: trovare sempre nuove strade per mettere competenza, umanità e solidarietà al servizio degli altri".
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