Nata alla fine degli anni '90 come piccola realtà toscana, oggi sviluppa soluzioni digitali per oltre 80 ospedali italiani e mantiene in Toscana il cuore della ricerca e sviluppo

Da una piccola azienda nata nel Chianti alla fine degli anni Novanta a punto di riferimento internazionale nell'innovazione tecnologica per la sanità. È la storia di Ascom Ums, realtà che oggi ha il proprio centro di ricerca e sviluppo a Scandicci, dove lavorano 115 addetti impegnati nella progettazione di software clinici utilizzati in decine di strutture ospedaliere in Italia e all'estero. Fondata come Ums (United Medical Software) a San Casciano da Gabriele Unterberger, l'azienda è partita dall'idea di sviluppare strumenti in grado di seguire il percorso di cura del paziente da un punto di vista clinico e non soltanto amministrativo. Tra i primi ospedali ad adottarne le soluzioni ci sono stati il Policlinico Le Scotte di Siena e il Gemelli di Roma.

La crescita è arrivata grazie alla capacità di trasformare le esigenze del personale sanitario in strumenti concreti e intuitivi. «Il nostro successo è nato dall'ascolto di medici e operatori, con una visione sempre paziente-centrica», spiega Francesco Deventi, Country Manager Italia di Ascom. Un passaggio decisivo è stato il progetto per la nuova piastra operatoria del Gemelli, con 25 sale chirurgiche innovative, che ha portato l'azienda a sviluppare sistemi integrati per la gestione dell'attività intraoperatoria. Negli anni successivi sono arrivate importanti commesse, da Cuneo a Trento e Rovereto, passando per l'Azienda Usl di Bologna e l'Istituto Ortopedico Rizzoli, ampliando progressivamente le competenze anche alla gestione dei materiali e dei magazzini ospedalieri.

L'incontro con il gruppo internazionale Ascom si concretizza nel 2016 con l'acquisizione di Ums. Da allora la crescita è stata costante: il fatturato è passato da 2,6 a 14 milioni di euro, mentre la ricerca e sviluppo è rimasta interamente in Toscana, così come le attività di implementazione delle soluzioni. Oggi i sistemi sviluppati a Scandicci sono utilizzati in circa 80 ospedali italiani, coprendo quasi 900 posti letto di terapia intensiva, con installazioni diffuse in Lombardia, Lazio, Emilia-Romagna, Sardegna e Abruzzo. La presenza internazionale si è consolidata anche oltre i confini nazionali, con progetti attivi dalla Polonia alla Spagna fino ad alcuni Paesi asiatici, confermando la capacità di un'eccellenza toscana di competere sui mercati globali. Lo scrive Repubblica. 

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