Una passeggiata in carrozzina per le strade di Firenze per comprendere davvero le difficoltà che molte persone con disabilità affrontano ogni giorno. È l'invito lanciato da Michela Monaco, consigliera comunale e capogruppo della Lista Funaro Sindaca, dopo aver verificato personalmente le criticità presenti in alcune strutture ricettive cittadine. «A Firenze c'è una grande difficoltà nel trovare alberghi realmente accessibili. In occasione del ponte del 2 giugno ne ho visitati alcuni insieme a persone con disabilità e mi sono profondamente vergognata per quello che ho trovato», racconta Monaco. «In un albergo dichiarato accessibile c'erano scalini all'ingresso e all'interno della struttura, oltre all'assenza dei maniglioni nei bagni. Un'accessibilità solo sulla carta, non nei fatti».
Da qui la proposta rivolta alla sindaca e alla giunta: vivere in prima persona l'esperienza di muoversi in città in carrozzina. «Una città inclusiva come Firenze non merita di far sentire una persona con disabilità come se fosse indesiderata», sottolinea la consigliera, che guarda anche all'esperienza di Bologna, dove il Comune si è impegnato a rendere accessibili tutti gli esercizi commerciali entro il 2028. «Anche Firenze può e deve fare di più. Dobbiamo creare sinergie e muoverci nella stessa direzione», aggiunge, ricordando il recente ordine del giorno sul turismo accessibile approvato all'unanimità dal Consiglio comunale.
L'invito è stato accolto dalla sindaca Sara Funaro, che ha confermato la volontà dell'amministrazione di affrontare il tema dell'accessibilità come una priorità. «Firenze è una città che non lascia indietro nessuno e l'accessibilità deve essere centrale nelle politiche cittadine», afferma. «C'è ancora molto lavoro da fare, ma il modo migliore per affrontare questa sfida è ascoltare chi vive ogni giorno queste difficoltà e trasformare le segnalazioni in azioni concrete». Funaro ha inoltre definito Michela Monaco «un esempio da seguire», sottolineando l'importanza dell'approvazione unanime dell'atto sul turismo inclusivo come segnale di attenzione condivisa sui temi dei diritti, dell'accessibilità e della qualità della vita.
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