Neuropsichiatria infantile al collasso: visita urgente fissata nel 2028
Fratelli d'Italia denuncia la carenza di specialisti, mentre associazioni e medici parlano di un'emergenza diffusa in tutta la Toscana
16Giu202607:06
Una visita di neuropsichiatria infantile prescritta con priorità urgente differibile, da effettuare entro 30 giorni, è stata fissata dal Cup per il 21 marzo 2028, quasi due anni dopo la richiesta. È il caso denunciato dal consigliere regionale di Fratelli d'Italia Marco Guidi e che riporta l'attenzione sulle difficoltà sempre più evidenti della neuropsichiatria infantile in Toscana, alle prese con una grave carenza di specialisti e liste d'attesa considerate incompatibili con le esigenze di cura dei minori più fragili.
«La drammatica carenza di neuropsichiatri infantili all'interno del sistema sanitario regionale compromette non solo l'accesso alle visite specialistiche, ma anche la continuità delle terapie necessarie per tanti bambini e ragazzi con fragilità e disturbi del neurosviluppo», denuncia Guidi. «Le famiglie vengono lasciate sole e costrette ad affrontare attese incompatibili con qualsiasi esigenza di cura». Nel caso specifico, la disponibilità limitata alla sola provincia di Massa Carrara ha contribuito ad allungare ulteriormente i tempi, ma il problema riguarda l'intera regione.
Secondo gli operatori del settore, la situazione è peggiorata rapidamente negli ultimi anni. «La scuola di specializzazione attrae sempre meno giovani medici e, una volta specializzati, quei pochi raramente scelgono il servizio pubblico», spiega una fonte interna alla disciplina. Il dato è emblematico: nel 2018, a un concorso per assumere neuropsichiatri infantili in Toscana, si presentarono cento candidati; nel 2024 soltanto dodici.
Le criticità maggiori si registrano nei territori periferici, come il Grossetano, Massa Carrara e il Casentino, ma anche l'Asl Centro soffre una significativa carenza di professionisti. A Siena il numero degli specialisti resta limitato, pur con risultati positivi nel campo dell'autismo grazie all'esperienza sviluppata attorno all'ospedale Le Scotte. Arezzo rappresenta invece un'eccezione grazie all'Istituto di Agazzi, struttura privata convenzionata che segue quasi ottocento bambini con disabilità intellettive.
A lanciare l'allarme è anche Marino Lupi, presidente di Autismo Toscana e medico di famiglia: «Non è un episodio isolato, i tempi per una visita di neuropsichiatria infantile sono spesso ciclopici. E nell'Asl Centro non si passa neppure dal Cup: bisogna contattare direttamente il reparto. Una modalità che impedisce di monitorare numeri e tempi d'attesa e che non tutela adeguatamente la fragilità degli utenti. È tutto affidato alla discrezionalità».
Tra le condizioni che richiedono il maggiore impegno da parte dei servizi di neuropsichiatria ci sono i disturbi dello spettro autistico, che interessano circa un bambino ogni 70 nati, pari a circa 200 nuove diagnosi ogni anno in Toscana. Le risposte pubbliche, però, restano frammentarie: le diverse Asl adottano modelli organizzativi differenti, mentre molte famiglie sono costrette a sostenere di tasca propria i costi delle terapie comportamentali Aba, che possono arrivare a 600-700 euro al mese. In alcuni casi, in assenza di educatori disponibili, i genitori frequentano corsi di formazione per acquisire competenze da utilizzare direttamente con i propri figli.
E se l'infanzia rappresenta già una corsa a ostacoli, il futuro appare ancora più incerto. «Ma l'infanzia non è il momento peggiore – conclude Lupi –. Nulla è paragonabile al vuoto che si crea quando, per questi ragazzi, finisce il percorso scolastico». Una frase che sintetizza il senso di smarrimento di tante famiglie, alle prese non solo con liste d'attesa interminabili, ma con la difficoltà di intravedere un percorso assistenziale stabile e continuativo per i propri figli. Lo scrive il Corriere Fiorentino.
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