Presentato il cortometraggio "A passi lenti" per promuovere il movimento consapevole. Gli esperti confermano i benefici delle discipline artistiche e motorie sulla qualità della vita dei pazienti.

L'antico linguaggio del movimento incontra la medicina e l'inclusione sociale. Presso il Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato è stato presentato il cortometraggio "A passi lenti", diretto dal regista Giancarlo Tovo. L'opera racconta lo straordinario punto di contatto tra il taijiquan, l'antica arte marziale cinese basata su movimenti lenti e armonici, e il percorso terapeutico delle persone che convivono con la malattia di Parkinson. L'evento, nato in collaborazione con il Fresco Parkinson Institute e l'Associazione italiana giovani parkinsoniani (Aigp), ha saputo unire il dibattito scientifico alla sensibilità culturale, dimostrando come il cinema e il corpo possano diventare formidabili strumenti di consapevolezza.

All'iniziativa hanno partecipato figure di spicco del panorama medico e culturale, tra cui Monica Norcini, direttrice del Fresco Parkinson Institute, Irene Innocente, coordinatrice del dipartimento educazione del Centro Pecci, l'insegnante Massimo Massara e i protagonisti del documentario, Donatella Di Umberto e Benedetto Bavaro. Massimiliano Iachini, presidente di Aigp, ha sottolineato come l'associazione creda da sempre nella forza delle immagini per raccontare la fragilità della mente e l'universalità del linguaggio del corpo, definendo il cinema in chiave "slow emotion" uno strumento fondamentale per abbattere i muri invisibili della malattia e fare rete.

Da anni, d'altronde, il Centro Pecci è attivo nel dimostrare come l'arte favorisca il benessere a tutte le età. Attraverso il programma "Arte e benessere", la struttura pratese offre laboratori accessibili come il Laboratorio di attività espressive e la pratica "Dance Well", pensati specificamente per i pazienti affetti da Parkinson e per i loro caregiver.

La validità di questo approccio integrato è stata ribadita dalla dottoressa Monica Norcini, la quale ha evidenziato come il Fresco Parkinson Institute sostenga con forza lo sviluppo di interventi complementari da affiancare alle terapie farmacologiche tradizionali. Le evidenze scientifiche, infatti, dimostrano in modo sempre più chiaro il valore delle attività artistiche, dell'esercizio fisico e delle pratiche di movimento consapevole nel sostenere il benessere fisico, cognitivo ed emotivo dei malati. Progetti legati alla danza o al taiji non vanno quindi considerati come semplici passatempi ricreativi, ma come veri e propri alleati per aiutare le persone a conservare la propria autonomia, la fiducia in se stesse e le relazioni sociali.

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