Professionisti fiorentini sul palco per raccogliere fondi a favore di The Precious Hands ETS, l'associazione che da oltre vent'anni porta cure e speranza in Africa occidentale

Una serata all'insegna della musica, dell'amicizia e della solidarietà. Alla piscina Le Pavoniere, nel cuore delle Cascine, medici, avvocati, ricercatori e professionisti fiorentini hanno messo da parte per qualche ora le rispettive professioni per imbracciare chitarre, violoncello e armonica e dare vita a un concerto benefico che si è protratto fino a tarda sera.

A trascinare il pubblico sono stati l'entusiasmo dell'avvocata Silvia Nocentini, dalla voce intensa e coinvolgente, e l'anima rock dell'avvocato Renzo Gambi. Ma dietro la musica si cela una storia molto più profonda, fatta di impegno e cooperazione internazionale.

È quella di The Precious Hands ETS, associazione nata nel 2002 grazie alla visione del medico togolese Edem Koffi, residente a Firenze, e al contributo di numerosi volontari e professionisti toscani, tra cui il dottor Gaetano Ricignolo. Da oltre vent'anni l'associazione costruisce un ponte tra Firenze e il Togo, mettendo al centro il diritto alla salute.

Il progetto simbolo è l'ospedale Lolo Vavà, espressione che nella lingua locale significa "Amore Vero". La struttura è diventata negli anni un presidio sanitario fondamentale per migliaia di persone del territorio, operando grazie al lavoro del personale locale formato e sostenuto attraverso la rete di solidarietà internazionale.

Negli ultimi anni è stata inoltre completata una foresteria destinata ad accogliere volontari e specialisti europei impegnati nelle missioni sanitarie. Un percorso reso possibile anche grazie al sostegno della Fondazione Don Gnocchi.

Lo sguardo, però, è già rivolto al futuro. Tra i prossimi obiettivi dell'associazione figurano la realizzazione di un servizio di radiologia digitale e l'avvio di un sistema di telemedicina, strumenti che permetteranno di migliorare ulteriormente l'assistenza e rafforzare il collegamento tra il Togo e le competenze mediche presenti in Italia.

Una serata nata per raccogliere fondi, ma soprattutto per ricordare come la solidarietà possa trasformarsi in progetti concreti e duraturi, capaci di attraversare continenti e cambiare la vita di intere comunità. Lo scrive la Nazione. 

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